Due anni di didattica con il Millenario di Sarsina

Un bilancio sulle attività realizzate dal comitato in collaborazione con le scuole del territorio. Alle iniziative hanno aderito 200 classi per un totale di 5mila studenti

VALLE SAVIO – Scuole finite e Millenario ufficialmente nel cassetto. Ma non si spengono gli echi suscitati dall’evento che ha visto il paese plautino impegnato in 14 mesi di manifestazioni. Le iniziative didattiche dell’offerta formativa elaborata da un’apposita commissione e proposta dal Comitato Nazionale alle scuole della Provincia, sono state tra gli eventi che hanno sorpreso ed emozionato di più, sia per la partecipazione che per la qualità delle proposte e dei risultati ottenuti.

Uno dei primi obiettivi del Millenario, del resto, era proprio quello educativo – formativo. “Un piccolo ma qualificato investimento sul futuro della nostra società”, hanno detto i responsabili.

I progetti del Millenario pensati per le scuole di ogni ordine e grado del territorio hanno richiesto qualche anno di preparazione, coinvolgendo complessivamente decine di scuole della Provincia di Forì- Cesena (da quelle dell’Infanzia alle Secondarie di Primo Grado, ai licei), un centinaio di insegnanti e qualche migliaia di alunni. Si sono svolti per due anni scolastici consecutivi.

Il concorso “Tra terra e cielo. I segni del sacro del territorio” e la relativa mostra degli elaborati, i concerti didattici “Cattedrale d’inCanto” eseguiti dal Conservatorio “B. Maderna” di Cesena per l’anno 2007 – 2008. I laboratori didattici “La fabbrica della cattedrale”, “A Sarsina, una mattina che sa d’antico”, “Giovane archeologo cercasi”, il musical “La marcia dei Giganti” a cura del Liceo “Immacolata” di Cesena, per l’anno 2008 – 2009, da poco concluso. La mostra didattica “La fabbrica della Cattedrale. Un cantiere aperto nei secoli”. Iniziative che hanno visto il coinvolgimento di più di 200 classi e di circa 5.000 alunni, tra i quali molti stranieri, anche musulmani.

Trattandosi di progetti formativi infatti tutti si sono configurati sin dall’inizio come proposte scolastiche, non di catechesi nè di proselitismo. Anche chi non è cattolico è così stato chiamato a confrontarsi con le tracce che l’uomo ha lasciato come preziosa testimonianza. Religiosità, quindi, come aspetto permeante per l’acquisizione del senso di identità, influnzandone stili di vita, comportamenti e pratiche sociali.

Michela Mosconi

Pubblicato venerdì 10 luglio 2009 alle 00:01

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