Lettera aperta al presidente Berlusconi

Tra confusione e immoralità. Con un pizzico di nostalgia

di Gianfranco Laureatano

Caro presidente Berlusconi,
dia retta a me, mi assuma come avvocato e licenzi Ghedini (tanto è deputato, non dovrebbe patire la fame), le faccio lo sconto, ci guadagniamo tutt’e due, stia tranquillo io le assicuro che non userò mai espressioni come “utilizzatore finale” o “grande quantitativo” (di donne) e lei risparmia perché, essendo io insegnante, anche a metà stipendio prenderei molto di più di adesso.

Soprattutto non le farei fare certe figure: glielo ha detto anche Giuliano Ferrara, “un premier non si difende così”.

Ma cosa sta succedendo? Cosa sono queste storie? È questo il punto, non si capisce più niente. Da una parte c’è il polverone dei giornali nemici, d’accordo, ma dall’altra c’è quello suo e dei suoi amici, per cui la verità non emerge, parla di immondizia ma non smentisce chiaramente, lascia che le domande fluttuino nella testa dell’opinione pubblica e alla fine, le assicuro, qualsiasi cosa sia successa, tutta questa confusione lascerà negli Italiani un’idea di immoralità e di marciume.

Non a caso, disgusto e disinteresse rispetto alla politica sono i sentimenti più votati in un recente sondaggio di un quotidiano nazionale. Staremo a vedere: ormai i ballottaggi sono passati e il centrosinistra si è tenuto Bari, dove il bubbone è scoppiato e dove il sindaco uscente e rieletto è il Pm dello scandalo della missione Arcobaleno (governo D’Alema, anno 2000), incarico da cui si dimise per entrare in politica e diventare subito (anno 2004) sindaco di Bari, mentre lo scandalo finì nel dimenticatoio.

Né altri possono essere moralisti: l’Udc ha avuto i suoi giri di donnine (vedi Cosimo Mele), gli anglosassoni – i cui giornali citatissimi hanno fatto campagna elettorale in Italia- si ricordino di Bill Clinton (anglosassone e di sinistra) e non ci facciano la morale… Insomma il quadro è desolante.

Volevo scriverle questa lettera con un tocco di ironia e mi sono intristito. Il fatto è, presidente, che un presidente è sempre un uomo pubblico anche quando sta in casa sua. Ha voluto la bicicletta…

Chi non è moralista giudica i politici dalle leggi che fanno e chi è cristiano sa che siamo tutti peccatori, ma il quadro è desolante lo stesso, soprattutto pensando al passato.

Viene in mente infatti De Gasperi, non a caso citato recentemente anche dal Santo Padre per la sua stoffa umana e politica. Sa quando si permise la prima casa di proprietà? A settant’anni e su insistenza dei dirigenti Dc che dovettero
vincere la sua fiera resistenza per potergliela regalare.

Non siamo moralisti o nostalgici, ma abbiamo nostalgia di ben altra stoffa e di chi, nonostante inevitabili magagne, ha saputo costruire e dare un’immagine morale completamente rovesciata da quella di oggi.

14 risposte a “Lettera aperta al presidente Berlusconi”

Commenti

  1. martino polini 27 giu 2009 / 17:18

    Sig. Lauretano, in questa faccenda non c’è nessun polverone di giornali nemici.Purtroppo siamo di fronte a fatti e circostanze documentate anche da foto, video e registrazioni sonore, nel caso del sexgate barese, davanti a un’indagine giudiziaria in corso.L’Avvenire parla di “nubi che circondano il premier”. Famiglia cristiana spiega ” il problema dell’esempio personale è inscindibile per chiunque accetta una carica pubblica. L’autorità senza esemplarità di comportamenti non ha alcuna autorevolezza e forza morale. E’ pura ipocrisia o convenienza di interessi privati. Chi esercita il potere, anche con ampio consenso di popolo, non può pretendere una zona franca dell’etica. Nè pensare di barattare la morale con promesse di leggi favorevoli alla Chiesa. La Chiesa ,però, non può abdicare alla sua missione e ignorare l’emergenza morale nella vita pubblica del paese”. La capisco, è dura per un cattolico impegnato come lei essere rappresentato da un (…) che ha avuto la spudoratezza di essere sul palco del “Family day”.

  2. Maria Grazia Bartolomei 28 giu 2009 / 01:28

    Condivido quanto hai sopra affermato, così come ho compreso lo stato d’animo che hai avuto in occasione della visita del leader libico a Roma, di cui ci hai parlato la settimana scorsa. Vorrei tuttavia fare un’osservazione a proposito dei moralisti di cui parli, precisando che Cosimo Mele (ora approdato al Pdl) è stato immediatamente espulso dall’Udc, all’accadere del noto fatto. Non mi pare che i vertici nazionali dell’Udc a proposito delle vicende di veline, escort, etc. che hanno coinvolto Berlusconi abbiano trafficato nella melma, al contrario hanno avuto in tutte queste settimane un atteggiamento rispettoso verso le persone e le loro famiglie. Stiamo inoltre attenti a non fare di tutta l’erba un fascio, ad omologare stili di vita, frequentazioni e abitudini tra loro molto diverse e a vedere le differenze nelle reazioni di fronte ad episodi imputabili alle singole persone e non ai partiti.

  3. Alberto Busato 29 giu 2009 / 09:19

    Bisognerebbe mettere le cose leggermente a posto. Siamo in un mondo di trabocchetti. Che vengono usati da coloro che vogliono demonizzare gli avversari, non avendo mezzi più concreti e logici per affrontarli. Sul terreno dei progetti e della loro esecuzione, Su ciò che interessa nei fatti il governo della cosa pubblica. Con apporto d’idee concrete, fattibili, alternative nella impostazione e nei risultati. Ciò che interessa il popolo, la gente, le famiglie, la Nazione nel suo complesso. Ma si odia l’avversario, lo si vuole abbattere per occuparne il posto sancito dal volere del popolo. Se andate in fondo nell’animo di questa gente, vedrete che del voto del popolo se ne fregano perché non amano la Democrazia, ma soltanto il proprio potere. Su questa linea si possono fare esempi eclatanti, storici e nazionali. Allora, dite, questo tipo di avversario non le proverà tutte per abbattere l’odiato? (Che sia “odiato”,da parte di un certo entourage, qualunque ne sia il motivo, ho delle prove certe e constatate con i miei occhi. Alla domanda: ma questa persona se facesse tutte le cose che voi ritenete opportune, l’accettereste? “No, non si tratta dell’operato, ma della persona”.) E l’esperienza dice che questo tipo di avversario si deve abbattere a qualunque costo: Per via giudiziaria (centinaia di processi (finiti nel nulla), centinaia di accertamenti finanziari, centinaia di avvocai in ballo: vi sembra una cosa normale?); per le vie della moralità: proviamo questa! E sono giunto al punto. In questo contesto, qualunque nuovo escamotage, ad una persona normale, non può apparire che sospetto, sopratutto se, preso dal gossip e dal pettegolezzo, viene trattato come già giuridicamente accertato. Ciò che in sintesi si esprime dicendo “buttare il mostro in prima pagina” . Su questo PECCATO è caduto anche don Sciortino il Direttore di “Famiglia Cristiana”! E qui mi fermo perché rispetto i paletti!
    Alberto Busato

  4. martino polini 02 lug 2009 / 22:29

    Come al solito Busato meni il can per l’aia. I processi non sono finiti nel nulla ma la maggior parte prescritti in base a leggi via via sfornate dai suoi avvocati fatti onorevoli. Il lodo Alfano e’ stata la prima legge della nuova legislatura per salvarlo dal processo Mills (condannato in primo grado per essere stato corrotto, indovina da chi?). Ha detto il Papa ” i valori etici e morali in politica sono importanti”. In quanto governati da uno definito dal suo avvocato ” UTILIZZATORE FINALE” (sforzati a pensare di che cosa!) in Italia siamo in perfetta linea. I valori cristiani sono in buone mani!

  5. arrigo morigi 03 lug 2009 / 09:36

    Busato:
    “E l’esperienza dice che questo tipo di avversario si deve abbattere a qualunque costo: Per via giudiziaria (centinaia di processi (finiti nel nulla), centinaia di accertamenti finanziari, centinaia di avvocai in ballo: vi sembra una cosa normale?)”

    rispondo con S.Agostino:
    “remota itaque justitia quid sunt regna nisi magna latrocinia?”
    (De Civitate Dei)
    traduzione:
    “pertanto se vengono rimossi i principi della giustizia che sono i governi se non una grande associazione a delinquere?”
    dal sito dedicato al Dottore della Chiesa: http://www.augustinus.it

  6. Alberto Busato 03 lug 2009 / 21:27

    Non rispondo a martino polini perché io non ho menato il can per l’aia, ma circostanziato ogni asserto! Rispondo invece ad arrigo morigi.
    “pertanto se vengono rimossi i principi della giustizia, che sono i governi se non una grande associazione a delinquere?”
    Questa frase non è attinente al caso italiano dello stato della Giustizia. Infatti, in Italia sussiste un ordinamento giudiziario che non garantisce la Giustizia. Sia per quanto riguarda le Leggi, sia soprattutto per quanto riguarda il metodo del reclutamento dei Giudici. Per il momento riferiamoci a questo. Non è possibile fare un Giudice (e avere le garanzie di imparzialità, professionalità, equilibrio, moralità, capacità di investigazione) mediante un Concorso (…) che accerta la capacità di svolgere un tema, previa lettura di mezza dozzina di libri e libretti. Al tempo degli anni di piombo questa procedura fu sfruttata da “Soccorso Rosso” per costituire con facilità un corpo di magistrati ad hoc per processi ai terroristi. In quegli anni in un’aula di concorso furono scoperti candidati in flagranza di comunicazione con l’esterno. Il Concorso fu annullato, ma tutti (TUTTI) i candidati furono riammessi al medesimo concorso sei mesi dopo. Notizia riportata dai giornali. Mi fermo qui!
    Alberto Busato

  7. arrigo morigi 04 lug 2009 / 16:41

    “Questa frase non è attinente al caso italiano dello stato della Giustizia.”
    cosa c’entrano i giudici rossi, verdi, blu….
    Con le numerose leggi “ad personam” (ultima il Lodo Alfano) non sono stati…. “remota justitia”? .. certo che non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire…
    egregio sig. Busato si rilegga la “fattoria degli animali”di Orwell: specchio fedele della situazione italiana: “tutti gli animali sono uguali ma alcuni animali sono più eguali degli altri” (Cap. X)

    P.s.
    le sembra normale che un corrotto si prenda 7 anni di galera, mentre il corruttore vada tranquillamente, come se niente fosse, nel suo harem sardo?

  8. martino polini 05 lug 2009 / 16:45

    Busato oltre a menar il can per l’aia sei molto bravo anche a scappare. E’ chiaro che non hai argomenti concreti da contrapporre e ti rifugi nei tuoi soliti lunghissimi pistolotti (non hai risposto neanche a quanto sostenuto da Don Sciortino). Se la questione morale non t’interessa allora devi essere fiero che i tuoi principi cristiani siano rappresentati da un “UTILIZZATORE FINALE” di (…), sfacciato nell’ostentare la sua ricchezza, padrone di TV che diffondono da decenni un messaggio che nega tali valori. (…).

  9. Alberto Busato 06 lug 2009 / 14:22

    I Giudici rossi, verdi, blu e a pallini c’entrano perché la Giustizia italiana , così come è istituzionalizzata (e l’ho in parte dimostrato) non è affidabile. Io ho delle prove, nel piccolo, di testimonianza oculare. E nel grande, non dovrebbe sfuggire a nessuno come processi eclatanti (Simonetta Cesaroni, Olgiata, Cogne, Marta Russo, ecc.) non abbiano colpevoli certi o non ne hanno affatto, ma si tende a trovarne uno a tutti i costi. Non si vuole ammettere che in certi casi (per un qualsiasi motivo) la soluzione sfugge alla dimostrazione (in dubio pro reo). Inoltre i Giudici sono politicizzati per loro esplicita ammissione(Associazioni con colore politico). “La toghe rosse” non sono un modo di dire giornalistico, ma hanno una precisa origine e paternità. In questa situazione giudiziaria, chi ha il potere ricevuto dal popolo per governare secondo il mandato del popolo deve salvaguardarsi secondo gli abusi interessati, per espletare il proprio mandato. Le sentenze vengono emesse a nome del popolo italiano. Nessuna sentenza può superare quella direttamente emessa dal popolo italiano con la scheda elettorale, una volta che sia appurata la legittimità dei candidati che si presentano alle elezioni. La scheda elettorale annulla ogni caso pregresso. Lascia aperto invece il giudizio sugli eventuali reati dei politici al presente. Ma qui, ritornando a ciò che ho detto sopra, occorre una Magistratura assolutamente indipendente da interessi politici. Quando un Giudice lascia la Magistratura per entrare in Politica (caso Di Pietro) fa una dimostrazione esplicita di una sua colorazione politica pregressa. Non si dica quindi che un Giudice non è politicizzato. Per quanto riguarda Don Antonio Sciortino, sbaglia (in buona fede), in quanto emette giudizi fondati sul Gossip (pettegolezzi) indimostrato. Ho già scritto in proposito. Bisogna stare attenti agli stereotipi, alle frasi fatte e ripetute perché divenute “locuzioni lingiustiche”. Un esempio eclatante: il processo a Galileo Galilei. Perfino Giovanno Paolo II sbagliò chiedendo scusa. Non sbagliò invece la Chiesa a fargli il processo, determinando col processo, non un arresto della Scienza, ma l’inizio del suo formidabile progresso. Per emettere giudizi, occorre studiare i testi, la storia effettiva, gli atti, e non sentenziare per sentito dire, alias stereotipi. Non posso spiegare in un breve post. Posso solo dire che se io, che ho il quadruplo della vostra età, vi dico qualcosa, non dovete saltar su a difendere scandalisticamente ciò che vi appare (a causa di cattivi maestri) lapalissiano, ma avere almeno un attimo di riflessione. Vi saluto cordialmente
    Alberto

  10. francesco zanotti 07 lug 2009 / 11:23

    Mi permetto una piccola chiosa a Busato. Carissimo Alberto, la maggioranza decide solo chi, per un dato periodo di tempo, è chiamato a governare. Ma a governare nell’interesse di tutti, non solo di chi fa parte della maggioranza. Attenzione, quindi, a fare delle ‘maggioranze’ un dogma. Anche perchè cambiano ad ogni stormir di fronda. Cordialità.
    Francesco Zanotti

  11. arrigo mprogo 07 lug 2009 / 12:27

    “chi ha il potere ricevuto dal popolo per governare secondo il mandato del popolo deve salvaguardarsi secondo gli abusi interessati, per espletare il proprio mandato.”
    ma che bella frase: (…) Napoleon (La fattoria degli animali) la farebbe subito sua….peccato che sia palesemente falsa:
    1) “chi ha il potere ricevuto da popolo….” Berlusconi NON ha ricevuto il potere dal popolo ma dalla maggioranza del Parlamento (che potrebbe anche cambiare con un… ribaltone : e l’unto sarebbe sfiduciato e cadrebbe)

    2)”Nessuna sentenza può superare quella direttamente emessa dal popolo italiano con la scheda elettorale,”
    (…): i reati sono reati e vanno perseguiti anche se chi li ha commessi è stato eletto al parlamento…..

    3) Meglio glissare su Galileo e sul suo “giusto” processo…. (…)

    4) dici che i giudici sono politicizzati……. ognuno di noi, a prescindere dalla attività che svolge, puo’ avere una sua idea.. quindi se ci sono i giudici rossi, ci saranno anche i giudici neri, i giudici verdi, i giudici viola.

    5) se consideri “gossip” tutto quello che si è detto recentemente sull’allegra condotta morale del tuo presidente…. devi mandare al macero tutto quello che i vescovi illuminati e la CEI hanno recentemente detto sul tema. Ti ricordo che la Signora Veronica Berlusconi ha detto testualmente: ” Va con le minorenni” “prego coloro che gli sono vicini di trattarlo come se fosse un malato”
    6) Un ministro di un paese SERIO (non mi ricordo quale) si è dimesso perchè in un momento di stizza ha fatto le corna il parlemento.
    O TEMPORA O MORES
    ‘A DA PASSA’ ‘A NUTTATA
    e passerà non perchè venga estromesso ma perchè si intorciglierà da solo.

  12. Alberto Busato 07 lug 2009 / 13:27

    Quello che dici, caro Direttore, è verissimo, e mette allo scoperto le “due possibili Costituzioni” sulle quali oggi si svolge il dibattito politico delle riforme. La prima Costituzione è quella che, sia pure con opportuni miglioramenti, si ispira al pluripartitismo che dà luogo a coalizioni di Governo (sistema simile (con varianti) a quello della 1a Repubblica, attualmente in vigore in Germania). Con questo sistema avviene quello che dici tu, una maggioranza (che tiene in vita un Governo) può cambiare e il Governo cade e viene sostituito da altro Governo. E’ un problema che produce certe garanzie nel senso che hai evidenziato. La seconda Costituzione è quella che si ispira al bipartitismo (nella forma ideale)o al bipolarismo (nell’attuale forma pratica italiana). Con questo sistema si ha garanzia di Governi stabili che concludono il mandato legislativo e vengono confermati o cambiati nella consultazione elettorale successiva, dando luogo all’alternanza. Di questo tipo è la Costituzione americana. Questa è anche la forma compiuta nella quale la legittimazione di un Governo viene chiaramente dal popolo che è quindi totalmente sovrano. Devi capire (e lo fai facilmente!)che io sono per questo secondo tipo di Costituzione, che tra l’altro meglio garantisce il cambiamento e l’impegno di Governo. Prova ne sia l’ossevazione che nella prima Repubblica, quando la Democrazia Cristiana (benemerita della Ricostruzione postbellica) si associò alla sinistra dando origine al “centrosinistra”, tutto andò a catafascio con i due vergognosi filoni: “opere incompiute” e “anni di piombo”, cioè spreco di denaro pubblico e acquiescenza di fronte alla violenza. Abbi pazienza per i miei interventi! Cordiali saluti
    Alberto

  13. Pierpaolo Bravin 07 lug 2009 / 14:59

    Se fossi al posto di Berlusconi come mi comporterei ? Non lo so, non so neanche come si comporta lui, ma so che l’uomo per sua natura è peccatore. Per questo non mi convincono i richiami dei moralisti.. come se per governare bene l’Italia bastasse ripetere i richiami morali (esempio Prodi) e poi scoprire che un tuo uomo di fiducia aveva particolari frequentazioni devianti …. oppure far eleggere in parlamento nella tua coalizione dei noti transessuali … che non hanno perso nessuna occasione per attaccare la Chiesa …
    Sicuramente però chi ricopre un ruolo pubblico deve mantenere un comportamento consono al ruolo.. ma non dimentichiamo che in Italia è legale il divorzio e l’aborto… (e qui molti politici “moralizzatori” hanno gravi responsabilità) e da qui parte il degrado morale.
    Si sprecano fiumi di parole sul comportamento di una persona (per fini politici e riducendo a moralismo anche la religione) e si dimenticano le centinaia di bambini che vengono uccisi ogni mese in Italia, con il rispetto della legge !!! Da persona umana mi interessano più questi argomenti che la moralità dei governanti : ha più valore la vita di un bambino che le vuote chiacchere ….

  14. Alberto Busato 07 lug 2009 / 20:46

    Pierpaolo Bravin dice bene. Dà una lezione ottima di cui gli sono grato.
    Alberto Busato

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