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	<title>Commenti a: Istruzione e accoglienza sui banchi</title>
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	<description>Settimanale d&#039;informazione della Diocesi di Cesena-Sarsina</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 12:51:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Benzi Bruno</title>
		<link>http://www.corrierecesenate.com/2009/06/26/istruzione-e-accoglienza-sui-banchi/comment-page-1/#comment-938</link>
		<dc:creator>Benzi Bruno</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 14:33:03 +0000</pubDate>
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		<description>Molto probabilmente gli insegnanti devono seguire un corso
per comprendere gli islamici. Non ne hanno alcuna idea.
Conosco il mondo inslamico da 35 anni. Hanno la loro religione
che ritengono la vera ed unica. I genitori parlano arabo
con i figli, le bambine come diventano donne iniziano a fare
il Ramadan. Della nostra religione, idee, crocefissi e presepi e
Comunione a loro non fa nè caldo nè freddo. Se uno di loro
cambia religione lo accusano di apostasia (...). Si devono integrare, bene. Devono sapere che vivono in un paese diverso dal loro, con leggi e religione diverse. Il 
presepe si fa, è parte della nostra cultura, il crocefisso rimane.
(...) Vedete signore maestre, i libri di testo 
dei ragazzini che vanno a scuola nei paesi arabi si impara il
corano che farà  parte della loro vita fino alla morte. Un loro
proverbio dice che se hai un amico non devi parlare di religione
o politica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto probabilmente gli insegnanti devono seguire un corso<br />
per comprendere gli islamici. Non ne hanno alcuna idea.<br />
Conosco il mondo inslamico da 35 anni. Hanno la loro religione<br />
che ritengono la vera ed unica. I genitori parlano arabo<br />
con i figli, le bambine come diventano donne iniziano a fare<br />
il Ramadan. Della nostra religione, idee, crocefissi e presepi e<br />
Comunione a loro non fa nè caldo nè freddo. Se uno di loro<br />
cambia religione lo accusano di apostasia (&#8230;). Si devono integrare, bene. Devono sapere che vivono in un paese diverso dal loro, con leggi e religione diverse. Il<br />
presepe si fa, è parte della nostra cultura, il crocefisso rimane.<br />
(&#8230;) Vedete signore maestre, i libri di testo<br />
dei ragazzini che vanno a scuola nei paesi arabi si impara il<br />
corano che farà  parte della loro vita fino alla morte. Un loro<br />
proverbio dice che se hai un amico non devi parlare di religione<br />
o politica.</p>
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		<title>Di: Alberto Busato</title>
		<link>http://www.corrierecesenate.com/2009/06/26/istruzione-e-accoglienza-sui-banchi/comment-page-1/#comment-934</link>
		<dc:creator>Alberto Busato</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 12:18:21 +0000</pubDate>
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		<description>Non ho detto che non bisogna fare il dialogo, e la seconda parte del tuo messaggio, Caro Direttore, è esattamente quello che dico io: non arroccarsi e non essere in difesa! Ma far valere la propria identità, ciò che non è stato fatto e non si fa (però non ho notizie recenti e non so se è avvenuta qualche resipiscenza). La mancata integrazione degli islamici spesso è colpa nostra, perché non la vogliamo con forza e cediamo di fronte a quello che chiedono e che non va nel senso della integrazione. Come diceva Krusciov il soldato sale sul pendio facendo leva sulla propria baionetta, finché questa s&#039;infigge sul terreno. Quando trova la roccia il soldato si ferma! Noi siamo tutto fuorché rocce! Per quanto riguarda la prima parte del tuo messaggio, i bambini &quot;d&#039;altra cultura&quot; che vanno a scuola devono essere trattati come gli italiani. Cent&#039;anni fa, ma anche meno, si presentavano in prima elementare bambini italiani che non sapevano l&#039;italiano e ne uscivano che lo sapevano. Perché oggi non avviene? Perché la Didattica è regredita a causa dei cattivi maestri e della sbagliata psicologia dell&#039;aprendimento. Troppe chiacchiere e poca operatività. Cordialissimi saluti
Alberto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho detto che non bisogna fare il dialogo, e la seconda parte del tuo messaggio, Caro Direttore, è esattamente quello che dico io: non arroccarsi e non essere in difesa! Ma far valere la propria identità, ciò che non è stato fatto e non si fa (però non ho notizie recenti e non so se è avvenuta qualche resipiscenza). La mancata integrazione degli islamici spesso è colpa nostra, perché non la vogliamo con forza e cediamo di fronte a quello che chiedono e che non va nel senso della integrazione. Come diceva Krusciov il soldato sale sul pendio facendo leva sulla propria baionetta, finché questa s&#8217;infigge sul terreno. Quando trova la roccia il soldato si ferma! Noi siamo tutto fuorché rocce! Per quanto riguarda la prima parte del tuo messaggio, i bambini &#8220;d&#8217;altra cultura&#8221; che vanno a scuola devono essere trattati come gli italiani. Cent&#8217;anni fa, ma anche meno, si presentavano in prima elementare bambini italiani che non sapevano l&#8217;italiano e ne uscivano che lo sapevano. Perché oggi non avviene? Perché la Didattica è regredita a causa dei cattivi maestri e della sbagliata psicologia dell&#8217;aprendimento. Troppe chiacchiere e poca operatività. Cordialissimi saluti<br />
Alberto</p>
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		<title>Di: francesco zanotti</title>
		<link>http://www.corrierecesenate.com/2009/06/26/istruzione-e-accoglienza-sui-banchi/comment-page-1/#comment-933</link>
		<dc:creator>francesco zanotti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 10:46:15 +0000</pubDate>
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		<description>Quello che io le ho detto non ha nulla da spartire con &quot;le maestrine che hanno rinunciato ai presepi&quot;. Non posso condividere, comunque, le sue parole. A mio avviso senza dialogo non si va da nessuna parte. Ovviamente ci vuole chi desidera dialogare. Se ci si arrocca, si starà solo in difesa. Io non mi sento in difesa, da niente e da nessuno. La questione penso riguardi molto noi e non tanto gli altri. Abbiamo annacquato noi stessi e poi temiamo chi ci sta davanti. E&#039; solo la logica conseguenza. La saluto.
Francesco Zanotti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che io le ho detto non ha nulla da spartire con &#8220;le maestrine che hanno rinunciato ai presepi&#8221;. Non posso condividere, comunque, le sue parole. A mio avviso senza dialogo non si va da nessuna parte. Ovviamente ci vuole chi desidera dialogare. Se ci si arrocca, si starà solo in difesa. Io non mi sento in difesa, da niente e da nessuno. La questione penso riguardi molto noi e non tanto gli altri. Abbiamo annacquato noi stessi e poi temiamo chi ci sta davanti. E&#8217; solo la logica conseguenza. La saluto.<br />
Francesco Zanotti</p>
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		<title>Di: Alberto Busato</title>
		<link>http://www.corrierecesenate.com/2009/06/26/istruzione-e-accoglienza-sui-banchi/comment-page-1/#comment-932</link>
		<dc:creator>Alberto Busato</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 20:10:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.corrierecesenate.com/?p=2474#comment-932</guid>
		<description>Caro Direttore,
provo a &quot;tradurre&quot;: se &quot;essere coscienti della propria identità senza rinunciare a nulla&quot; significa &quot;conoscere la storia, i valori, la cultura, il credo cristiano, nei quali siamo nati, cresciuti e abbiamo formato la nostra mentalità, il nostro modo di essere, di pensare, di giudicare, in una parola, abbiamo la coscienza di appartenere a una Civiltà che siamo propensi a sostenere, difendere e divulgare (spiegazione di &quot;senza rinunciare a nulla&quot;), allora i casi sono due: 1) Abbiamo a che fare con bambini provenienti da diversa cultura; 2) abbiamo a che fare con adulti provenienti da diversa cultura. Nel primo caso, che è quello che sembra interessare, avendo di mira la sbandierata integrazione, non abbiamo nulla &quot;da confrontare con serenità&quot;, ma semplicemente da insegnare. Oppure, rinunciamo a parlare di integrazione. Nel secondo caso l&#039;integrazione ce la scordiamo in partenza. Naturalmente parliamo dell&#039;Islam, perché gli asiatici non danno problemi.  Ma c&#039;è dell&#039;altro. L&#039;Islam è cresciuto per la debolezza della controparte cristiana intimorita dalla sua violenza. Finché la Cristianità non capì che occorreva unire le forze in una opposizione decisa (Battaglia di Lepanto). Chi usa la violenza per intimorire, non è pronto a nessun colloquio finché non incontra pari forza. Ma abbiamo sentito le maestrine rinunciare ai Presepi per &quot;rispetto&quot; dei bambini islamici! Ecco perché &quot;senza rinunciare a nulla&quot; o peggio &quot;confrontarsi con serenità&quot; Sono frasi vuote, anzi risibili. E come tali percepite &quot;dall&#039;altra cultura&quot;. Perché &quot;i figli delle tenebre sono più astuti dei figli della luce!&quot;
Alberto Busato</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Direttore,<br />
provo a &#8220;tradurre&#8221;: se &#8220;essere coscienti della propria identità senza rinunciare a nulla&#8221; significa &#8220;conoscere la storia, i valori, la cultura, il credo cristiano, nei quali siamo nati, cresciuti e abbiamo formato la nostra mentalità, il nostro modo di essere, di pensare, di giudicare, in una parola, abbiamo la coscienza di appartenere a una Civiltà che siamo propensi a sostenere, difendere e divulgare (spiegazione di &#8220;senza rinunciare a nulla&#8221;), allora i casi sono due: 1) Abbiamo a che fare con bambini provenienti da diversa cultura; 2) abbiamo a che fare con adulti provenienti da diversa cultura. Nel primo caso, che è quello che sembra interessare, avendo di mira la sbandierata integrazione, non abbiamo nulla &#8220;da confrontare con serenità&#8221;, ma semplicemente da insegnare. Oppure, rinunciamo a parlare di integrazione. Nel secondo caso l&#8217;integrazione ce la scordiamo in partenza. Naturalmente parliamo dell&#8217;Islam, perché gli asiatici non danno problemi.  Ma c&#8217;è dell&#8217;altro. L&#8217;Islam è cresciuto per la debolezza della controparte cristiana intimorita dalla sua violenza. Finché la Cristianità non capì che occorreva unire le forze in una opposizione decisa (Battaglia di Lepanto). Chi usa la violenza per intimorire, non è pronto a nessun colloquio finché non incontra pari forza. Ma abbiamo sentito le maestrine rinunciare ai Presepi per &#8220;rispetto&#8221; dei bambini islamici! Ecco perché &#8220;senza rinunciare a nulla&#8221; o peggio &#8220;confrontarsi con serenità&#8221; Sono frasi vuote, anzi risibili. E come tali percepite &#8220;dall&#8217;altra cultura&#8221;. Perché &#8220;i figli delle tenebre sono più astuti dei figli della luce!&#8221;<br />
Alberto Busato</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: francesco zanotti</title>
		<link>http://www.corrierecesenate.com/2009/06/26/istruzione-e-accoglienza-sui-banchi/comment-page-1/#comment-931</link>
		<dc:creator>francesco zanotti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 17:09:00 +0000</pubDate>
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		<description>Carissimo Busato, forse non ci siamo espressi al meglio, ma credo che lei condivida in pieno quello che volevamo dire. Cioè, che solo se si è ben coscienti della propria identità, senza rinunciare a nulla, ci si può confrontare con serenità con chi proviene da un&#039;altra cultura. Cordialità.
Francesco Zanotti
direttore</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo Busato, forse non ci siamo espressi al meglio, ma credo che lei condivida in pieno quello che volevamo dire. Cioè, che solo se si è ben coscienti della propria identità, senza rinunciare a nulla, ci si può confrontare con serenità con chi proviene da un&#8217;altra cultura. Cordialità.<br />
Francesco Zanotti<br />
direttore</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alberto Busato</title>
		<link>http://www.corrierecesenate.com/2009/06/26/istruzione-e-accoglienza-sui-banchi/comment-page-1/#comment-928</link>
		<dc:creator>Alberto Busato</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 17:16:05 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Dal breve viaggio effettuato nel nostro territorio, pare di capire che si è in grado di integrare i bambini stranieri nelle scuole nella misura in cui si è consapevoli della propria identità, soprattutto culturale, e anche se si è in grado di agire in modo organico sull’intero sistema scolastico.&quot;

Con queste frasi che non si sa cosa significhino, non si risolve niente!
Alberto Busato</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dal breve viaggio effettuato nel nostro territorio, pare di capire che si è in grado di integrare i bambini stranieri nelle scuole nella misura in cui si è consapevoli della propria identità, soprattutto culturale, e anche se si è in grado di agire in modo organico sull’intero sistema scolastico.&#8221;</p>
<p>Con queste frasi che non si sa cosa significhino, non si risolve niente!<br />
Alberto Busato</p>
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