Perché far tacere le campane?
A Villachiaviche stupore per la denuncia contro i rintocchi del campanile
CESENA – Il suono delle campane al centro di una disputa che potrebbe diventare nazionale. A Villachiaviche, il parroco don Marino Budelacci è stato denunciato da un gruppo di residenti per via del suono delle campane considerate elemento di disturbo.
“Eppure suonano, complessivamente, per pochi minuti al giorno, mentre di notte tacciono – spiega il parroco -. Il volume delle campane non si può abbassare come fosse una tv, ma il loro suono, di giorno, non credo possa considerarsi di un tale disturbo così da danneggiare le persone”.
Inquinamento acustico è l’accusa della quale deve rispondere il parroco di fronte al giudice e la prossima udienza è fissata per il 2 luglio.
Ma don Budelacci non solo non ci sta, ma passa pure al contrattacco. “Si rischia di zittire le campane di tutta Italia e questo mi sembra una cosa assurda. Per questo sto valutando, e mi sono consultato anche con alcuni parlamentari, la possibilità di un’azione popolare la quale, attraverso la raccolta di 50mila firme, possa concretizzarsi in una proposta di legge di iniziativa popolare. Con questa legge vorremmo che l’inquinamento acustico non fosse contemplato nel caso dei campanili e delle torri civiche per i relativi rintocchi dell’orologio”.
Tra i 4000 residenti della parrocchia anche molti non praticanti hanno manifestato solidarietà. “E sono in contatto con numerose parrocchie di diverse zone d’Italia che ci aiuteranno nella raccolta di firme. Il problema interessa chiese e municipi in tutta la penisola. Penso che non sarà un problema raccogliere le 50mila firme necessarie per la presentazione della proposta legge ad iniziativa popolare”.
Alla costruzione del campanile della chiesa parrocchiale hanno contribuito tantissimi membri della comunità con offerte spontanee. “Dall’inaugurazione nel 2001- conclude don Budelacci – non abbiamo mai avuto problemi. Poi in zona è venuta ad abitare una signora che si sente disturbata dal suono delle campane e da quel momento è iniziato questo braccio di ferro”.
Cristiano Riciputi
per questa sedicente “disturbata” proporrei di suonare a morto, sappia che qui al Nord il parroco denunciato più volte non ha mai perso una causa. Continui la raccolta di firme….chi non vuol sentire le campane si compri i tappi o vada abitare in campagna!!!!
Come è andata a finire con l’udienza del 2 luglio?
Alberto Busato
egregio signor silvano mi voglio congratulare con lei per la “pietas” dimostrata…… nei confronti della signora… non si chiede neanche per un attimo che ad essa il suono delle campane possa dare veramente dei problemi?
So che se in una certa zona di territorio v’è qualcuno ALLERGICO ALLE FAVE, il comune impone, con una sua ordinanza, il DIVIETO DI COLTIVARE TALE ORTAGGIO IN UN CERTO RAGGIO DALL’ABITAZIONE DELL’INTERESSATO.
Dovrebbe essere così con tutte le azioni umane, compreso il suono delle campane.
poi, cosa c’entra il nord…. in questa questione : non sarà mica anche questa una balla leghista? Si ricordi che il nord d’Italia è posto al SUD di quasi tutta l’europa. (…).
mi stia bene signor silvano. (…)
Ad Alberto Busato vorrei far notare che abbiamo pubblicato la notizia sul giornale in uscita venerdì 31 luglio, dopo la sentenza del tribunale di Cesena emessa qualche giorno prima: “Villa Chiaviche, vincono le campane”. Il parroco don Marino Budelacci ha spiegato che “il volume delle campane non si può abbassare come fosse una tivù. Quando una campana suona non puoi zittirla a tuo piacimento. Si tratta di campane azionate da un meccanismo elettronico che mette in moto un martelletto. E’ assurdo che i fedeli non possano essere richiamati a messa dal suono delle campane: non le faccio suonare tutto il giorno”.
Circa gli altri interventi vorrei fare presente che Nord o sud mi pare che c’entrino poco. Il buon senso invece credo che possa dire molto a tanti. Saluti a tutti.
Francesco Zanotti
direttore
Purtroppo io abito vicino ad un campanile, in campagna, dove le campane suonano dalle ore 7 del mattino fino alle 23 ogni 15 minuti per quanto riguarda l’orario, senza contare le centinaia di rintocchi che avvengono ogni 15 minuti per 3 volte prima della messa del mattino idem la sera. Oltre all’orario 13 rintocchi alle 12, 33 rintocchi alle 15, i giorni festivi non ve ne parlo e per le processioni religiose, suonano incessantemente per tutto l’arco della sua durata. Ci si chiede se veramente non è un abuso e ditemi dov’è il buon senso. Non possiamo più ospitare amici o parenti perchè casa nostra non è un luogo di relax. Dovremmo cambiare casa? Non tutti abbiamo questa possibilità. Saluti a tutti.
Quì al mio paese, zona bergamasca, c’è un impianto campanario con 8 campane, la grossa pesa 27 quintali, con il batacchio da 90 kilogrammi,la media dei rintocchi è di oltre mille al giorno con punte sopra i tremila nei fine settimana e di oltre diecimila/giorno nelle feste con vari concerti di 30 /45 minuti ripetuti più volte. La locale ASL ha misurato fino a 80 decibel Leq con picchi sonori da 101 decibel immessi dalla campana da 2700 kologrammi all’interno dell’ambiente abitativo di una palazzina a 80 metri dal campanile.A parte il disagio dei residenti c’è da considerare che durante questi scampanii, decisamente fuori norma, si trovano, loro malgrado, di passaggio o in sosta nel caso delle feste religiose, neonati e minori della prima infanzia, il cui apparato uditivo estremamente sensibile potrebbe subire danni uditivi trovandosi sotto questi colpi potenzialmente lesivi. Forse i responsabili non si rendono conto di questa assurda situazione, sarebbe interessante sentire al riguardo un parere di Otorino e Pediatra, per sapere fino a quanti decibel può resistere l’apparato uditivo del neonato senza ledersi e provvedere prima che un’impianto campanario fuori norma possa rivelarsi dannoso per questi soggetti sensibili. Detto ciò, al parroco che raccoglie firme chiedo; lo sa Lei che picchi sonori da 90/100 decibel provocano ronzzi e fastidiosi fischi all’adulto? Al neonato potrebbero anche provocare un danno permanente se la sonorità è prossima alla soglia del dolore.Se la proposta di legge va in porto, si dovrà, a scopo preventivo avvisare la popolazione in modo che neonati e minori della prima infanzia non si trovino sotto il campanile con sonorità fuori norme durante gli scampanii. Devo precisare che questo è il mio primo commento.
Carissimi lettori che siete intervenuti ponendo qualche problema. Mi sorge un dubbio. Avete posto la questione nelle dovute sedi? Avete parlato con i sacerdoti interessati? Mi sembra strano che non si possa arrivare a un’intesa. Per quel che vedo nella mia esperienza diretta, non trovo casi così eclatanti. Noto molto buon senso in giro. Lo stesso che auguro di trovare anche a voi. Provateci e fatemi sapere. Buon Anno a tutti!
Francesco Zanotti
Direttore
Gentile Direttore, quì al mio paese , se venissero rispettate le disposizioni del Decreto Vescovile, almeno la durata degli scampanii sarebbe tollerabile.In media ora le otto campane elettrificate battono non meno di 40.000 colpi al mese, escludendo gli scampanii delle feste solenni per le quali in certi casi, come quello del saluto ad un nuovo prete, con quattro concerti a otto campane della durata di 30/40 minuti cadauno possono superare anche i 15.000 (quindicimila) colpi/giorno.
Per quanto riguarda invece la eccessiva sonorità, questo impianto campanario è uno dei più potenti in zona bergamasca, bastano i dati dell’ASL “80 decibel con picchi sonori da 101 decibel dentro casa” a 80 metri dal campanile. Il buon senso quì da noi è uno sconosciuto, perchè le risposte date alle numerose richieste di attenuazione della eccessiva sonorità sono cadute nel vuoto. Caduta nel vuoto è anche la richiesta di non far soffrire i neonati poichè,per tradizione, quando c’è il battesimo di gruppo l’ultima domenica del mese, tempo permettendo si fanno le foto sotto il campanile e i neonati vengono sottoposti a un concertino con sonorità superiori ai 100 decibel di picco, non c’è verso di far ragionare i responsabili. Si stà pensando ora di ricorrere alla magistratura.
Come per altre persone, anch’io per la maggior parte del giorno devo sopportare l’assordante rumore delle campane. Lavoro in un negozio a circa 100 metri da un campanile di un paesetto abbastanza piccolo, e anche qui le campane emettono un suono troppo forte. Non lo so in termini di legge come siamo messi, ma quando nel negozio ci sono dei clienti e le campane iniziano a suonare, bisogna assolutamente chiudere tutto, poichè è impossibile parlarsi, idem per le telefonate.
Io continuo a non capire, oltre al volume assurdo, a cosa servano le campane realmente; davvero i credenti hanno bisogno del loro suono per ricordarsi di un appuntamento religioso? (…) Saluti a tutti.
Guardi, carissimo Mauro, che non credo che non si possa parlare con chi decide quando e come devono suonare le campane. Lei ci provi e poi mi faccia sapere.
Invece per quel che riguarda il non capire a cosa servano le campane, le farei la domanda inversa: come crede che possano diventare i nostri paesi e le nostre città senza campane e senza campanili, tenuto conto soprattutto di quello che rappresentano? Mi guardarei bene dal fare piazza pulita di una memoria (e non solo memoria per tanti, per fortuna) che tantissimo ha voluto dire per noi, per la nostra nazione e per tutto il mondo. Saluti.
Francesco Zanotti
direttore
Campane & Campanelle
Posseggo una campanella, dal suono argentino e squillante simile a quello delle campanelle che nelle Chiese di campagna durante la Messa scandivano il momento dell’Elevazione. E chissà che non fosse stata adibita in tempi remoti a questo servizio. Questa campanella la posseggo dal tempo della 2a Guerra Mondiale, cioè fin da bambino. L’ebbi “in eredità” da una anziana donna di origine siciliana, di nome Sandra, analfabeta, ma piena di Fede cristiana, che faceva i servizi domestici a una Signora, amica di famiglia che abitava nella casa accanto. Sentendosi prossima alla morte, distribuì i piccoli suoi ricordi alle persone che le avevano voluto bene, perché si ricordassero di lei, che aveva camminato sulla Terra in assoluta povertà, non lamentandosi mai, facendo umili servizi con le poche forze che andavano scemando e ringraziando sempre il Signore per l’occhio che aveva su di lei. “E questa campanella è per te, solo per te” mi disse e poi non la rividi più. Ho abitato a Milano, ho abitato a Genova, ho abitato a Parma, a Rimini, alla fine stabilmente a Cesena, traslochi di mobili e suppellettili, pacchi e bauli, cose che si perdevano, volumi di cose che si perdevano o venivano buttate, senza troppe accortezze. Neanche per la campanella avevo accortezze, passava da una casa all’altra senza rivelare i suoi tragitti. Ma ogni volta ricompariva in un cassetto o sopra un tavolo. Non si sa come. Ora è sul mio tavolo da studio. Come c’è? Io non lo so proprio! Questa campanella non è MAI andata perduta. Io non l’ho mai seguita, a volte per mesi non la vedevo, né avrei saputo ritrovarla. Poi misteriosamente compariva. Dopo tutte le vicissitudini del mondo e della mia vita a partire dalla 2a Guerra Mondiale, è sulla mia scrivania. Ogni tanto la faccio suonare. Credo che voglia questo. La faccio suonare per la Sandra che è in Paradiso!
Alberto Busato