Massimo Bulbi passa primo turno

Il risultato per il presidente uscente (50,46 per cento) è stato in bilico fino alla fine

Massimo Bulbi è stato riconfermato presidente della provincia di Forlì-Cesena, sia pur con un consenso in caduta libera. La vittoria è arrivata al primo turno dopo che, nel finale dello spoglio, nel Pdl si era accesa la speranza di andare al ballottaggio.

Alle 20 di lunedì sera, infatti, la percentuale di preferenze per Bulbi era scesa al di sotto del 50,1 per cento con poche sezioni ancora da scrutinare. Gli ultimi dati, invece, hanno fatto tirare un sospiro di sollievo al centro-sinistra e alla fine Bulbi è risultato vincitore con il 50,46 per cento delle preferenze, mentre i partiti che lo sostengono si sono fermati al 50,32.

Si tratta di 14 punti percentuali in meno rispetto alle provinciali di 5 anni fa, quando Bulbi venne eletto con il 64,1 per cento dei consensi personali ed un 64,4 per cento di voti alla coalizione. Vero è che l’alleanza nel 2004 comprendeva anche il Pri e i Verdi (che allora totalizzarono l’8 per cento complessivo a fronte del 4,7 odierno), in ogni caso si tratta di un calo notevole.

Il principale avversario del presidente uscente è risultato l’ex Forza Italia Stefano Gagliardi del Pdl che ha raccolto il 26,71 per cento dei voti (27,04 il suo partito, in linea con il 27 per cento di consensi raccolti insieme nel 2004 da Forza Italia e Alleanza nazionale).

Boom di voti anche in provincia per la Lega Nord. Il candidato Gian Luca Zanoni ha avuto il 11,17 per cento dei voti, con un 11,15 per cento di preferenze al partito (in vertiginoso aumento rispetto al 2,6 precedente). La scelta di presentarsi in corsa solitaria premia l’Udc che con Maria Grazia Bartolomei ottiene il 4,89 per cento dei voti (4,88 la lista). Nel 2004, in alleanza con Fi e An, si fermò al 3,1.

Sarebbero fuori dal Consiglio provinciale invece i repubblicani che con Giovanni Lucchi hanno raccolto il 2,82 per cento dei consensi (2,77 il solo Pri) a fronte del 4,2 del 2004, quando correvano con il centrosinistra. Penalizzati anche i Verdi passati dal 3,8 per cento dei voti all’1,96 ottenuto dall’ex parlamentare Sauro Turroni. Rossana Canfarini del Partito comunista dei lavoratori ha ottenuto l’1 per cento tondo (0,99 il Pcl), mentre Vincenzo Mordenti de La Destra ha raggranellato lo 0,95 per cento (0,93 il suo partito).

Al momento in cui scriviamo restano da assegnare ancora tre seggi dei 30 scranni del Consiglio provinciale, da calcolarsi con il metodo d’Hondt. Il gruppo del Partito Democratico sarà composto da 15 consiglieri (in ordine di collegio d’elezione sono: Chiara Budellacci, Veronica Gamberini, Gabriele Borghetti, Daniele Zoffoli, Piero Gallina, Massimiliano Mazzotti, Maurizio Brunelli, Luigi Lelli, Gessica Allegni, Alessandro Castagnoli, Luciano Minghini, Bruna Baravelli, Virginia Severi, Francesco Zoffoli, Giorgio Faedi), 8 consiglieri invece per il Pdl (Isabella Castagnoli, Enrico Benagli, Vittorio Dell’Amore, Luca Bartolini, Giordano Anconelli, Valerio Roccalbegni, Fabio Dellamotta) cui si aggiunge il candidato presidente Stefano Gagliardi che prenderà il posto di uno degli eletti. Due i consiglieri leghisti (Francesco Billi e Mauro Lontani) che dovranno trovare un posto per il candidato presidente Gian Luca Zanoni. L’Italia dei valori avrà in Consiglio Giovanna Perolari e Pino Castrogiovanni mentre l’Udc elegge la sola candidata presidente Maria Grazia Bartolomei. Fuori dalla soglia di sbarramento tutti gli altri partiti.

MiB

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