Cappellani dell’ospedale: un ruolo delicato

Un ruolo delicatissimo, a stretto contatto con le sofferenze di malati, parenti e amici. Essere cappellani dell’ospedale vuol dire avere una ’parrocchia’ che ogni giorno si anima continuamente di nuovi ’parrocchiani’ quasi tutti accumunati da un denominatore comune: problemi di salute.

Accanto a don Eugenio Foschi e don Giancarlo Bertozzi (quest’ultimo in ripresa dopo alcuni acciacchi), dal primo gennaio vi è don Renato Baldazzi che è anche assistente dell’Unitalsi.

“Questo è un ambito di pastorale molto serio e delicato – spiega don Baldazzi – in quanto lo stato di salute precario rende la persona più vulnerabile. Ma è anche il momento in cui ci si rende conto del senso della vita, ci si interroga di fronte ad alcune verità”.

Mentre don Renato ci dice queste cose al telefono fisso, il suo cellulare squilla: è la portineria dell’ospedale che gli comunica un messaggio.

“Ci chiedono di salire in reparto dove una persona ha chiesto del sacerdote” dice don Baldazzi. “Sono tantissimi coloro che cercano da noi una parola di conforto e incoraggiamento – aggiunge don Foschi – mentre sono davvero pochi quelli che rifiutano la nostra presenza”.

Tante volte, nel momento dell’estremo dolore come nel caso della morte di un congiunto, i sacerdoti sono chiamati per una benedizione o per portare la loro solidarietà personale. Come quando l’anno scorso un uomo a cui era morta la moglie chiese espressamente di don Bertozzi, che in tante occasioni aveva avuto per lui parole di conforto.

Don Eugenio è conosciuto anche per la sua continua battaglia contro l’aborto. Nella cappella dell’ospedale, quando celebra la messa, non dimentica mai di invocare il perdono per quei medici e quegli infermieri che praticano l’interruzione di gravidanza.

Ovviamente, la stessa invocazione viene fatta anche per i mancati genitori.

“Ho sempre ammirato don Giussani e don Benzi per la convinzione con la quale hanno condannato questo crimine – continua don Eugenio – e anch’io nel mio piccolo cerco di scuotere gli animi contro l’aborto”.

Cristiano Riciputi

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