I socialisti cesenati sono vivi e vegeti

Il partito, guidato da Daniele Angelini, punta a tornare in Consiglio

CESENA - I socialisti a Cesena? Vivi e vegeti. Anzi “con gli iscritti raddoppiati nell’ultimo anno” per dirla con le parole del responsabile comunale Daniele Angelini, già assessore nella prima giunta Conti.

Angelini, coordinatore del partito in più fasi dal 2002, è stato riconfermato un paio di settimane fa dal congresso dei socialisti cesenati. Una forza che dal 2004, anno delle ultime elezioni locali, non ha né consiglieri comunali né assessori pur facendo parte della coalizione di maggioranza.

“Nell’ultimo congresso abbiamo valutato il nostro passato, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Che, a differenza di altre forze politiche, ci vedono collocati con forza nel Partito socialista europeo e nell’Internazionale socialista. Il nostro simbolo è la rosa rossa del socialismo europeo, al di fuori di noi non vi sono altre anime socialiste indipendenti. Le adesioni a questo nuovo sviluppo sono state molto incoraggianti, sia come numero sia come idee. Siamo soddisfatti perché stiamo costruendo qualcosa di credibile”.

Il Congresso ha designato responsabile comprensoriale Anna Maria Bisulli, mentre il segretario comunale Angelini sta scegliendo quattro o cinque nomi che lo affiancheranno, in direzione, sulla strada che porterà il Ps cesenate alle amministrative: “Abbiamo già una buona bozza di programma sulla quale lavorare, temi che ci impegneranno. Ai primi punti metteremo lo sviluppo ambientale, che potrebbe assumere forme più rilevanti, e l’attenzione alla casa e al welfare”.

Sul tema della mobilità e dei parcheggi, croce e delizia della politica cittadina, i socialisti apprezzano con qualche distinguo l’operato della giunta Conti: “Pensiamo che una grossa mano alla viabilità sia stata data dall’apertura della Secante, sia pure incompleta. Ora serve coraggio per rendere la via Emilia più funzionale, tanto ad est quanto ad ovest. Sui tanti sensi unici attuali e sui parcheggi contestati siamo ottimisti, sappiamo bene che amministrare è difficile e contestare sin troppo facile. Da assessore, nei primi anni duemila, venni molto criticato quando andammo alla ricerca di nuove aree per i parcheggi avversati dalla pubblica opinione”.

Critiche all’attuale amministrazione arrivano però su uno dei maxi progetti di fine legislatura: “Non abbiamo mai detto che ci piace il parcheggio del Caps in costruzione su viale IV novembre, lo riteniamo eccessivo. Ci sono, inoltre, troppe piste ciclabili non degne di essere chiamate tali, quelle vere corrono totalmente in sede propria su di un percorso diverso da quello stradale. A Cesena ce ne sono solo due di questo tipo. Sarebbe importante poi avere la possibilità di realizzare un ponticello di legno sul Savio all’altezza della chiesa di Ronta, riprendendo in un certo senso il servizio svolto un tempo dal barcaiolo”.

Per eventuali alleanze alle elezioni amministrative a chi guardano i Socialisti? Alla cosiddetta area riformista? “Io penso di avere usato questo termine, nei miei studi storici, sin dagli anni ’70 quando rappresentava ancora una parola impronunciabile per molti, quasi vietata. Noi lo siamo sempre stati senza curarci di perdere qualche voto per questo, mentre ora il riformismo è sulla bocca di tutti, anche di chi prima era più a sinistra di Lenin. Ci muoviamo all’interno di quella che veniva chiamata la socialdemocrazia europea, è la nostra identità. Chiaramente se qualcuno percorre la stessa strada si potranno avviare forme di collaborazione, per il Comune e per la Provincia”.

Michelangelo Bucci

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