Bacciolino, favorire la serenità di tutti
Una nota della Diocesi in relazione all’opera del movimento “I Minimi di Gesù e Maria”. Il vescovo Lanfranchi intende portare avanti incontri con i responsabili
In merito alle notizie pubblicate di recente dalla stampa locale riguardanti il Movimento di Bacciolino, l’Ufficio stampa della Diocesi ha diffuso una nota che di seguito riportiamo per intero.
Domenica scorsa la comunità parrocchiale di Bacciolino si è stretta attorno al nuovo amministratore, don Tarcisio Dall’Ara, nominato dal vescovo all’inizio del mese di giugno. Negli ultimi giorni la piccola frazione in comune di Mercato Saraceno è stata al centro delle cronache locali per l’intervento da parte della Diocesi di Rimini dall’eloquente titolo “Comunicato sul Movimento eucaristico mariano “.
Nella missiva firmata dal vicario generale don Luigi Ricci, la Diocesi riminese (molti membri del Movimento provengono da quei territori) mette sull’avviso i fedeli circa cinque rilievi addebitati all’ordine religioso denominato “I Minimi di Gesù e Maria”.
Innanzitutto la marcata tendenza a isolarsi dal resto della Chiesa, a criticare e demonizzare quanti non condividono le scelte del Movimento.
In secondo luogo la visione negativa ed esasperata di quanto è esterno al Movimento. Poi un atteggiamento di chiusura e di autoreferenzialità fino a manifesti comportamenti settari.
Ancora l’ostentazione di atteggiamenti devoti che tendono a creare distinzione dagli altri fedeli e che suscitano sconcerto e infine indicazioni molto discutibili riguardanti l’educazione dei bambini, come ad esempio l’allontanamento sistematico dei nipoti dai nonni che non intendono aderire al Movimento.
La lettera contiene altre indicazioni circa le pubblicazioni a firma di don Francesco Castellani, già parroco per lunghi decenni di Bacciolino, specificando che non hanno l’imprimatur del vescovo, come anche lo stesso Movimento non ha mai ottenuto alcun riconoscimento né dall’ordinario diocesano né da competenti dicasteri della Santa Sede.
In virtù di quanto sopra esposto, prosegue la lettera di don Ricci, si invitano i sacerdoti a non accogliere nelle parrocchie riunioni del Movimento, non permettere la diffusione nelle chiese di alcuna stampa dello stesso Movimento e, per quanto possibile, ad aiutare le persone coinvolte a rientrare in piena sintonia con il vescovo e la vita ecclesiale.
In Diocesi, nelle ultime due riunioni del Consiglio presbiterale, e anche durante la recente ’tre giorni’ di aggiornamento del clero, in diverse occasioni ci si è occupati del Movimento di Bacciolino. In esse il vescovo Antonio Lanfranchi ha espresso di fatto gli stessi rilievi e le stesse preoccupazioni della Diocesi di Rimini, specificando che, sui punti evidenziati nella lettera, ha richiamato più volte gli interessati.
Del resto fin dalle sue origini il Movimento, accanto ad aspetti positivi, ne aveva manifestati altri che destavano perplessità. La linea prudenziale portata avanti in Diocesi è dettata dalla preoccupazione di non estirpare gli aspetti positivi e di correggere, se possibile, quelli negativi in riferimento alla dottrina e alla prassi ecclesiale.
La lettera di Rimini porta ora all’esigenza di accelerare i tempi in ordine ad un pronunciamento ulteriore della Diocesi; e questo per la serenità di tutti i fedeli e per una chiarezza nei confronti degli aderenti al gruppo di Bacciolino.
Prima di arrivare a questo, il vescovo intende portare avanti altri incontri con i responsabili del gruppo, per verificarne in particolare l’ecclesialità. La nomina di don Tarcisio evidenzia l’attenzione del vescovo per la vita di fede dei parrocchiani di Bacciolino, che non deve essere incrinata dal rapporto con il Movimento e ai quali non devono mancare gli aiuti necessari per la formazione cristiana e per vivere il senso di appartenenza alla parrocchia: per questo è fondamentale che essi possano usufruire pienamente della chiesa e dei locali della canonica necessari per le attività parrocchiali.
Il cristiano non deve isolarsi se non per una preghiera e meditazione personale a stretto contatto con Dio per un arricchimento che lo porti ad una maggior consapevolezza del proprio “credere” per poi donarsi e farne partecipi agli altri siano questi vicini o lontani dalla Chiesa. L’incontro con Dio procura gioia e serenità anche nei momenti tristi della vita per questo non potrà mai portare divisioni.