Moschea: sarà a Torre del Moro

La comunità islamica ha comprato un capannone da 375mila euro

CESENA – Moschea sì o moschea no? Per ora verrebbe da dire forse. Dalle notizie trapelate in questi giorni sembra proprio che Cesena avrà a breve una moschea in località Torre del Moro per accogliere in preghiera gli oltre duemila musulmani che vivono in città.

Di conferme ufficiali per il momento non ne sono arrivate. Si sa solo che la comunità islamica ha acquistato un capannone di 525 metri quadrati nella zona artigianale di Torre del Moro, versando la cifra di 375mila euro. Il passaggio di proprietà del capannone, prima sede di uno spedizioniere e che si trova in via Luigi Longo al civico 315, è già stato effettuato circa tre mesi e mezzo fa, ma nessun residente è stato informato dell’accordo. Acquisito lo spazio, ora manca solo la pratica del cambio di destinazione d’uso dell’immobile dopodiché il centro islamico cesenate avrà la sua moschea.

“I musulmani hanno diritto all’esercizio del loro culto – spiega don Bruno Benini, delegato per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso e noi non possiamo che essere contenti che loro possano avere un luogo in cui pregare . Quello che è importante è che la loro fede sappia coniugarsi e rapportarsi con la società in cui sono inseriti. E’ qui che scattano i timori. Non si ha paura della preghiera, nè di un consolidamento della comunità islamica, ma si ha timore che la moschea possa diventare un luogo d’iniziative che non tengono conto della cultura in cui la comunità islamica si ritrova vivere. Se sono in Italia siano musulmani italiani. Quello che è importante sono la reciprocità e il dialogo come è scritto nei documenti del Concilio Vaticano II dove non solo la Chiesa Cattolica ha espresso il massimo rispetto per la religione musulmana, ma ha anche auspicato il dialogo fra le due fedi”.

Uscita la notizia delle presunta nuova moschea, immediate sono state le reazioni del centro destra. “E’ scandaloso che l’Amministrazione comunale non abbia informato i gruppi consiliari e i cittadini dell’operazione ’nuova moschea’ – hanno scritto in un comunicato i consiglieri comunali del gruppo Gdl-Pdl Antonella Celletti e Stefano Angeli-. Non più tardi della fine di gennaio 2008 la Giunta comunale negò che ci fossero nuovi progetti. Oggi apprendiamo invece che la moschea dovrebbe insediarsi in un capannone a Torre del Moro”.

L’opposizione chiede di sapere se il Comune sia stato interessato e interpellato in questo acquisto. E ancora, nel caso che questo progetto venga realizzato, chi gestirà la moschea, se verrà messo un veto ad una gestione da parte dell’Ucoii, un’associazione vicina a posizione fondamentaliste, se verrà realizzata anche una scuola coranica, quante persone potrà contenere la moschea, se servirà solo alla comunità islamica di Cesena o anche ad altre comunità e “quali assicurazioni potrà fornire il Sindaco ai residenti ed all’intera città circa la sicurezza dell’area in questione e relativamente ai contenuti dei sermoni che verranno tenuti all’interno dell’edificio”.

Barbara Baronio
Pubblicato venerdì 18 luglio 2008 alle 00:06

6 risposte a “Moschea: sarà a Torre del Moro”

Commenti

  1. Alberto Busato 23 Lug 2008 / 21:26

    Oltre alle garanzie di cui sopra, si dovrà pretendere che tutti i discorsi o sermoni o prediche, siano tenuti esclusivamente in lingua italiana e siano presenti due Carabinieri. Se fosse eccepito che ciò non avviene per una Messa cattolica, allora il Vescovo dovrebbe richiedere una presenza analoga anche per esempio durante la Messa più importante della domenica. Così la parità sarebbe stabilita e la presenza dell’autorità statale potrebbe costituire una “presenza d’onore” e non di sorveglianza. Purtroppo i tempi sono cambiati dal Vaticano II, e non credo che quel Concilio avrebbe deliberato “le stesse cose” se vi fosse stato il terrorismo islamico, dal quale, badate bene, gli islamici cosiddetti moderati, non si sono mai apertamente dissociati, magari con manifestazioni di piazza!!!
    Alberto Busato

  2. Alessandro A. 30 Lug 2008 / 00:40

    Io credo che si faccia confusione tra due discorsi che dovrebbero invece rimanere distinti e separati: il terrorismo e l’islam.
    Il terrorismo è qualcosa di abietto e va sempre e comunque contrastato (e noi, in Italia, non ce lo dimentichiamo, abbiamo purtroppo una lunga esperienza).
    L’Islam è una religione, come il cattolicesimo, e merita lo stesso rispetto. Tra l’altro la mostra costituzione prevede la libertà di culto indipendentemente dal credo religioso.
    Il fatto che vi siano un manipolo di terroristi sedicenti musulmani non può giustificare l’intolleranza e il rifiuto nei confronti di tutti gli islamici.

    Spero che l’amministrazione comunale abbia un po’ di coraggio e sostenga questa posizione, secondo me ragionevole: anche gli islamici hanno diritto ad avere un luogo in cui pregare.

  3. Alberto Busato 31 Lug 2008 / 18:46

    1) Discorsi distinti:terrorismo e Islam. Certo, se i terroristi non fossero islamici (quelli ai quali ci riferiamo). “sedicenti islamici”: Se dicono di essere islamici e gli altri (cosiddetti moderati) non li smentiscono dicendo che sono falsi mussulmani, allora i sedicenti sono islamici di fatto!
    2)Rispetto e libertà di culto: non ho negato nessuno dei due
    3)Manipolo di terroristi sedicenti mussulmani: Non sono un manipolo, i fatti che hanno prodotto non sono da manipolo, ma da hrande organizzazione. Per “sedicenti” vedi sopra.
    4)Intolleranza e rifiuto di tutti gli islamici: Non l’ho mai affermato nel Post, ma sono guardingo finché non si chiarisce il “sedicente”
    5)Islamici che hanno diritto a luogo di preghiera: Certo sono d’accordo, ma a queste condizioni oltre a quelle che ho espresso nel Post
    a) L’edificio resta di proprietà comunale, anzi il Comune stesso progetta e costruisce una bella Moschea a sue spese (dei cristiani)e la cede in accomodato gratuito ai mussulmani.
    b)Ma se al primo attentato islamico, gli islamici cesenati, non stigmatizzano e si dissociano apertamente andando a manifestare il piazza (in duemila), allora il Comune sfratta e adibisce la Moschea a biblioteca di Quartiere, per dire!
    Alberto Busato

  4. ahmed 03 Ago 2008 / 12:41

    slv prima volevo dere che la moschia ce l’abiamo 15 anni fa soltanto voliamo trasferere a un posto dove ce piu spasio per che quelo da via dandini po streto e l’altra cosa che le gente hanno un pensiero sbagliato per islam noi siamo come voi abiamo una vita non deversa da la vosta vita e come avete un centro colturale anche noi dobiamo avere un centro colturale grazie

  5. Alberto Busato 06 Ago 2008 / 12:23

    Risposta alla lettera n° 4

    Chi ha rovinato tutto è stato Bin Laden col suo terrorismo e gli Imam con la loro predicazione violenta. Prima non era così e non c’erano polemiche tra mussulmani e occidentali. Il Profeta Maometto, che Dio l’abbia in gloria, è un grande personaggio storico che ha avuto il merito di unificare il popolo Arabo, diviso in tribù ostili tra loro. Lo ha fatto per mezzo del Corano, cioè dando una fede comune unificatrice. Era naturale che il Corano comprendesse norme,leggi, e prescrizioni anche di carattere non religioso, ma esposte in termini religiosi. Queste normative erano necessarie per il loro tempo, per dare all’unificazione nazionale un supporto che potremmo chiamare “statale”. E che oggi si vede riprodotto negli “Stati Islamici” Qui sta l’errore, secondo il pensiero Occidentale. Nel fatto che nel mondo islamico non si è capita la suddivisione del Corano in due elementi: 1) L’elemento spirituale, valido nei secoli, e 2) l’elemento materiale (leggi e normative), valido per il suo tempo, e necessario per l’unificazione del popolo Arabo. Il Profeta Maometto è stato uno dei più grandi Geni dell’Umanità e dispiace che, riguardo al Corano non si faccia chiaramente la distinzione tra i due elementi che ho citato. So bene che vi si sono intrecciati interessi politici, e che visioni estremiste trovano nel Corano un supporto, però i mussulmani moderati devono fare sentire la loro voce e dire che quel supporto, valido al tempo della grande opera di Maometto, non è più valido oggi, avendo esaurito il suo scopo (l’unificazione del popolo Arabo). Questi aspetti coranici dovrebbero essere discussi nei centri culturali mussulmani. Noi non neghiamo la Moschea, nella sua duplice funzione di centro di preghiera e di cultura, anzi, pretendendo che vi si parli in italiano, vi diamo prova della nostra accoglienza e inserimento nella nostra società. Pretendendo che sia proprietà del Comune, cioè di un Ente Pubblico, la trattiamo come le nostre Chiese, che non sono di proprietà dei fedeli. Se la volete di vostra proprietà dimostrate di volere essere isolati da noi, di fare cioè le cose in proprio, il che si chiama apartheid (alla rovescia). Inoltre, chi calca il suolo d’Italia, deve onorare l’Italia e ubbidire alle sue leggi, ha il dovere di imparare correttamente l’ italiano, non solo come veicolo di comprensione, ma come elemento di avvicinamento alla cultura del paese ospitante, che si onorerebbe di avervi come suoi cittadini esemplari, detentori di tutti i diritti e di tutti i doveri di una auspicabile cittadinanza! Allah akbar! (detto in onore alla vita, non alla morte terroristica)

  6. Alessandro 27 Ott 2008 / 10:32

    Il problema della reciprocità… è interessante perché è un problema che viene spesso sottolineato. Secondo me è un problema vizioso, perché dobbiamo vedere con chi e con che cosa dovrebbe essere attuata questa reciprocità. L’Islam non ha una struttura ecclesiale. Cioè non ha un magistero unico, centralizzato, una chiesa. E allora non abbiamo una rappresentanza ufficiale dell’Islam. Un conto è vedere la reciprocità, che ne so, con l’Arabia Saudita, col Marocco, col Pakistan, col Bangladesh, con l’Indonesia e un conto è fare un astratto discorso di reciprocità con l’Islam. L’Islam in sé e per sé non ha nulla in contrario, in teoria, che questa reciprocità avvenga, tant’è vero che sono moltissimi i paesi musulmani in cui ci sono comunità cristiane, talvolta anche con posti significativi nell’amministrazione dello Stato. Persino l’Iraq di Saddam Hussein ha avuto un Ministro degli Esteri, Aziz, cristiano.
    Allora vediamo la questione di reciprocità con i singoli Stati. Se la vediamo in questo modo, come Stati singoli, allora anche lo Stato Vaticano, che è uno Stato ricordiamolo, non ammette questa reciprocità.
    Non possiamo farla tra l’Italia e un Islam generico.

    Inoltre non credo che i singoli cittadini possano pagare per le eventuali “colpe” o “mancanze” dei loro governi.
    L’Italia è o dovrebbe essere un paese laico, in cui sia garantita per tutti la libertà anche religiosa. In questo mi sento di dire che l’Italia è più avanti dell’Arabia Saudita, come anche del Vaticano: perchè andare indietro?

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