Nuova sobrietĂ  per abitare la terra

A Pistoia il quinto forum dell’informazione cattolica per la salvaguardia del Creato

Arriva con la benedizione del Papa. Il quinto forum dell’informazione cattolica per la salvaguardia del Creato, che si è svolto a Pistoia dal 20 al 22 giugno grazie alla collaborazione di Greenaccord e della Federazione italiana settimanali cattolici, è stato seguito con rinnovata attenzione dal Vaticano.

Durante i lavori congressuali, il presidente del Pontificio consiglio per i testi legislativi, Francesco Coccopalmerio, è stato presente in sala con i relatori. E un telegramma di Benedetto XVI firmato dal Segretario di Stato del Vaticano, Tarcisio Bertone, ha portato il messaggio augurale del pontefice sui lavori del forum. “Esprimendo apprezzamento per provvida iniziativa”, si legge in uno stralcio della benedizione di Sua Santità, che prosegue “promuovendo sempre più consapevole attenzione ai problemi ambientali”, per sottolineare il “rinnovato impegno verso le attese di giustizia degli ultimi e la profonda solidarietà verso la povertà”, e concludere “presenti tutti implora benedizione apostolica”.

Un segno importante di interessamento e di sostegno, che accoglie l’impegno di Greenaccord sollecitando il mondo dell’informazione cattolica a fare il suo dovere: una comunicazione etica e responsabile alla portata di tutti.

“In Italia sono 155 i settimanali diocesani, per una tiratura complessiva di un milione di copie”, chiarisce Francesco Zanotti, presidente di sessione al forum in veste di vicepresidente vicario Fisc e moderatore dei lavori di domenica 22 giugno, che prosegue sottolineando “una realtà in crescita, che si fa carico di una informazione che esce dal meccanismo scandalistico dei mass media per portare nella società la conoscenza cosciente, ovvero mediata dal rispetto per l’uomo”.

Quella di cui parla Zanotti è la capacità di fare giornalismo interessandosi ai problemi reali senza suscitare per forza allarmismi, raccontando le storie vere della gente. Ravvivata da un continuo aumento di enti e associazioni patrocinanti, media partner e storici sponsor, Greenaccord è un’associazione culturale di ispirazione cristiana che promuove questa linea di giornalismo da anni. Andando a toccare, nell’arco di sei congressi internazionali, cinque nazionali e varie giornate di studio, i temi scottanti al di fuori della superficialità dei tormentoni mediatici.

Il tema di quest’anno, “Il grido dei poveri e la salvaguardia del Creato”, che si inserisce in un contesto di appena avvenuta chiusura dei lavori del vertice Fao, con delegati di 183 Paesi che ancora una volta posticipano il termine temporale per sconfiggere la fame nel mondo, fa il punto su alcuni aspetti inquietanti dell’attuale situazione. Che è anche, ma non solo, emergenza alimentare: le conseguenze che i cambiamenti climatici e il degrado ambientale stanno provocando nei Paesi più poveri, portano a un fenomeno che in pochi ancora conoscono nella sua effettiva complessità, o malvolentieri ne parlano. Si tratta di nuovi flussi migratori di rifugiati ambientali, che ancora oggi non hanno una definizione univoca, ma soprattutto scarseggiano di azioni specifiche di tutela temporale dei loro diritti umani. Si tratta di tragedie che si intuiscono solo grazie alla fermezza di denuncia di situazioni gravissime, come ha fatto in apertura del forum il vescovo brasiliano Antonio Possamai, vice presidente della Commissione episcopale per l’Amazzonia, che ha spiegato l’entità di interessi politici ed economici che nel disinteresse generale stanno distruggendo la foresta e i suoi abitanti.

Paolo Tarchi, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per i problemi sociali e il lavoro, presente al forum cattolico fin dalla prima edizione, ha ricordato che la celebrazione della terza giornata per la salvaguardia del Creato, il primo settembre 2008, reca con sé la promessa di un impegno forte: una nuova sobrietà per abitare la terra, come dice il messaggio papale. Perché la casa comune della famiglia umana, minacciata dal consumismo che si è sostituito ai valori spirituali, soffre del beffardo rovescio che la società dei consumi impone all’uomo: i rifiuti. Che restano a testimoniare la gravità del declino che ha subìto lo stile di vita contemporaneo. Ma i rifiuti, ahimè, non sono solo simbolici.

Luisella D. Meozzi

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