Il Vangelo visto da un laico
Festa di Simone detto Pietro
di Alberto Busato .Commento al Vangelo di domenica 29 giugno 2008.
Dal Vangelo secondo Matteo (16,13-19)
In quel tempo Gesù, giunto nella regione di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: “La gente, chi dice che sia il Figlio dell’ uomo?”. Risposero: “Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremìa o qualcuno dei profeti”.
Disse loro: “Ma voi, chi dite che io sia?”. Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio vivente”. E Gesù gli disse: “Beato sei tu Simone, figlio di Giona, perché né carne, né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del Regno dei Cieli: tutto quello che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”.
Queste ultime parole del brano evangelico pongono il sigillo sulla Nuova Alleanza. Per questa nuova alleanza, Dio sceglie ancora una volta come alleati gli uomini, non gli angeli. E’ un azzardo, ma un azzardo corso per amore. Sembra dire: “Guardate come opero io, io do fiducia”. Ma è una fiducia illimitata! La fiducia illimitata si “scontra” con l’amore. E le virgolette stanno a sottolineare che è proprio uno scontro, una lotta che l’uomo deve intraprendere per capire.
Ma forse non c’è nulla da capire, perché più di ogni filosofia vale l’abbandono.. Forse nell’abbandono a Dio c’è la risposta alla fiducia illimitata. E la scomparsa delle contraddizioni. “Il segno di contraddizione” diventa chiaro. Tutte le discussioni si infrangono di fronte all’ amore di Dio, che muore sulla terra nella sua seconda Persona per mano dell’uomo e perdona all’uomo a tal punto da renderlo degno di collaborare con Lui all’avanzamento della Storia. Affidando all’uomo la diffusione della Sua Parola e l’elaborazione del Suo messaggio attraverso i tempi.
E’ ovvio che questo compito deve essere diretto da un uomo speciale, adatto allo scopo. Gesù deve scegliere nel fondare la sua Chiesa. E per scegliere occorre un criterio. Forse un uomo che capisce al volo i problemi, dotato di mente duttile e immaginifica, pronta a cogliere nei problemi la soluzione GIUSTA. Senza fatica perché sa che cosa è “giusto”. Ma sarebbe un uomo? Gli uomini sono inclini a non andare tanto nel profondo, forse neanche per incapacità , ma per pigrizia. E poi “il giusto”. Ma cos’è il giusto? Siamo capaci di interpretarlo con esattezza? O non è meglio aggirarlo, by-passarlo col salto dell’amore e trovandoci al di là di questo problema di giustizia vedere che d’un tratto più non sussiste? Forse l’uomo che Gesù cerca deve avere questa qualità di salto. C’è uno al quale rivolge per tre volte la domanda: “Mi ami tu?” E quegli s’impazientisce: “insomma, tu sai tutto, sai bene che ti amo”. Certo che Gesù lo sapeva, ma stava per fare un’Alleanza, voleva sentirselo dire in viva voce come controfirma. Perché la firma del Patto è questa: l’amore.
Meglio che, chi sarà investito del potere di espandere il messaggio, sia un testone originario, di cui porterà sempre il segno anche quando sarà inondato di sapienza, piuttosto che un dotto, cui la sapienza può generare confusione! Infatti il Signore ha detto: “Solo sull’amore sarete giudicati” E su questa legge divina Egli ha impresso un sigillo emblematico scegliendo Simone, il pescatore che si scoccia alle domande ripetute, come Capo della sua Chiesa, la Fondazione posta a trasmettere nei secoli il suo messaggio. Simone, il meno intelligente dei suoi discepoli, quello dalla testa dura come una pietra, ma che aveva un cuore grande che sapeva commuoversi fino al pianto per amore! “Simone, il tuo nome ora è Pietro, come la roccia che è in te, e su questa pietra fonderò la mia Chiesa e le forze del male non avranno sopravvento su di essa”. Così, l’Alleanza, firmata con l’amore, poggia sulla Chiesa, roccia essa stessa per l’affidamento a Simone, detto Pietro.