Berlusconi, la politica e gli accordi bipartisan
In gioco c’è il principio d’uguaglianza
di William CasanovaL’uscita di Berlusconi contro la magistratura riapre per l’ennesima volta il problema del rapporto tra giustizia e politica, che continua a condizionare pesantemente il nostro Paese.
La lettera di Berlusconi al Presidente del Senato Schifani è molto chiara perché il Presidente del Consiglio comunica ufficialmente di essere “assolutamante convinto, dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici, che sia indispensabile introdurre anche nel nostro Paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione per la loro durata in carica…. di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato…. I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile a uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica”.
I problemi di Berlusconi con la giustizia non nascono nel 1994, quanto piuttosto all’inizio degli anni ’80, quando i decreti di concessione delle sue reti televisive furono dichiarati incostituzionali e alcune sue attività imprenditoriali finirino sotto processo per problematiche fiscali e finanziamento illecito ai Partiti.
Quando un problema di tale portata viene introdotto per motivi personali la politica perde il senso del suo fine (il bene comune). Ancora di più quando incide nei rapporti tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario. Le modifiche proposte da Berlusconi mettono in gioco il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge e l’obbligatorietà dell’azione penale. Preoccupa la violenza nei toni e, ancor di più, nei contenuti dei provvedimenti. Non è un problema di opposizione, destra-sinistra, quanto di prospettiva della partecipazione della cosiddetta società civile alle sorti del Paese.
La sensazione di questi giorni è che alla fine uscite di questo genere non debbano preoccupare piĂą di tanto, tanto “così van le cose, i potenti di turno l’han sempre fatto…”. Ne è conferma l’indifferenza con cui si è appreso che dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo, la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all’anno se Rete 4 non cederĂ a Europa 7 le frequenze che Mediaset ha in concessione dallo Stato. Europa7 vinse la concessione in una regolare gara nel 1999 mentre Rete 4 la perse. Per l’Europa l’assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta la libera prestazione dei servizi e non ha criteri di selezione obiettivi. Poco importa se queste cose le hanno giĂ dette da tempo la Corte Costituzionale e il Consiglio di Stato senza che i governi di turno facessero alcunchè.
Se il potere politico viene usato per tutelare posizioni processuali personali e senza alcuno scrupolo né verso i principi costituzionali né verso gli effetti che si producono a cascata sull’amministrazione della giustizia, sulla sicurezza e sulla libertà d’informazione, non è un problema per la politica, è un problema per la democrazia del nostro Paese.
Gli accordi bipartisan si fanno per cambiare queste cose, allora sì che si rischierebbe davvero di voltar pagina, di cambiare una politica che così com’è non va.
In un primo momento avevo pensato di rispondere punto per punto all’articolo del Sig William Casanova, ma poi riflettendo ho concluso che sarebbe tempo perso. PerchĂ© alla base dell’argomentare del Casanova c’è il tacito postulato che la Magistratura italiana è il Dio in Terra infallibile e giustissimo. Ora questo non è verificato per due fondamentali motivi: 1) L’ordinamento stesso giudiziario compresi i compiti affidati ei Giudici; 2) Il sistema di reclutamento dei Giudici, basato su di un semplice concorso. Per avere chiare queste nozioni occorre ripercorrere tutto il processo evolutivo della Giustizia italiana dal dopoguerra in poi. Cosa che non posso fare in un breve intervento. Dirò soltanto che si sono voluti introdurre alcuni “concetti americani” nel nostro ordinamento che parte da Roma, per un irresistibile afflato di democrazia. Eppure tutti abbiamo sentito il ridicolo per l’azione intrapresa contro il Presidente Clinton, colpevole di certe manifestazioni nella stanza ovale con la complicitĂ della “stagista”. Ridicolo prima che umiliante. Però gli USA hanno dei contrappesi ben diversi dai nostri. Al tempo del Presidente Nixon coinvolto nel cosidetto “Watergate”, non successe nulla di disastroso con la sua defenestrazione, anche se qualche danno internazionale vi fu. Se un Berlusconi eletto dalla stragrande maggioranza degli italiani venisse defenestrato, crede il Sig Casanova che la cosa passerebbe come il piumino della polvere sulla mia scrivania? Secondo la nostra Costituzione il popolo è sovrano. Le sentenze stesse dei Giudici sono emesse “nel nome del popolo italiano”. Il Popolo è sopra di loro per loro stessa ammissione. E’ qui che s’infrange il Principio d’uguaglianza. Che viene recitato a mo’ di giaculatoria…Basta! Ho preso un’avvio da comizio. Certo, che mi piacerebbe fare questo comizio di fronte al Sig. Casanova, cui poi ovviamente stringerei la mano in ogni caso, perchĂ©, cristianamente non mi ergo…a giudice…
Alberto Busato
Ho letto l’intervento del sig. Busato sull’opinione da me espressa nell’ultimo Corriere in merito alla lettera mandata dal Presidente del Consiglio al Presidente del Senato (che di per sé è già un’anomalia in un quadro di rapporti fatti di “pesi e contrappesi” che dovrebbero esserci anche nel nostro Paese).
Questo episodio è stato il “fatto” della settimana che valeva la pena commentare. Se mi fosse stato chiesto di parlare del funzionamento della Magistratura avrei cercato di affrontare, con i limiti del caso, le tante problematiche che l’affliggono (mi sembra ingeneroso che il sig. Busato mi attribuisca un giudizio di infallibilità tutto a favore dei giudici italiani, dei quali non ho peraltro parlato).
Il mio intervento era rivolto esclusivamente alle motivazioni usate da Berlusconi per proporre la sospensione dei processi per le alte cariche dello Stato (ho riportato appositamente il testo “virgolettato” della lettera così come formulata dal Presidente del Consiglio).
E’ corretto che questa norma di sospensione dei processi diventi indispensabile perché Berlusconi è stato “aggredito con infiniti processi”? E’ serio che il Presidente del Consiglio si erga a giudice (lui può?!) per sentenziare che i suoi processi sono “fantasiosi” e intentati per “fini di lotta politica”?
Bill Clinton subì 7 procedimenti, in 6 fu assolto, ma non mi risulta che se la prese con i giudici americani. E per finire: è normale che dopo sentenze di Corte Costituzionale, Consiglio di Stato e Corte di Giustizia Europea un imprenditore non possa occupare lo spazio televisivo che gli spetta in base alle regole del gioco stabilite?
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa di queste cose il sig. Busato al quale non solo stringerei la mano ma proporrei un confronto a tutto campo su questi temi, da vedere insieme alla luce dell’insegnamento sociale della Chiesa.
William Casanova
in parole povere il sig. busato afferma che berlusconi, in quanto eletto dalla stragrande maggioranza degli italiani, puo’ commettere qualsiasi reato senza che possa essere perseguito dalla magistratura.
Anche perche’ e’ insostituibile come il Padreterno.
Per favore qualcuno mi dica che ho capito male!!!
Il terzo interlocutore (martino polini) ha certamente capito male. Infatti nel mio scritto non affermo assolutamente quanto da lui arguito. Io affermo:
1) Se Berlusconi oggi commettesse un reato (accertato e provato) è ovvio che dovrebbe essere perseguito. Il voto degli Italiani cassa il pregresso che conosce, non le eventualità attuali che il voto (avvenuto) non può cassare.
2) Occorre una salvaguardia rispetto a reati (di una certa natura) che possono essere pretestuosi, per chi è preposto al Governo della Nazione in conseguenza di libere elezioni.
3) C’è una confusione insanabile tra Giudici e Magistrati inquirenti. Per la Costituzione (Art:101) i Giudici sono un Ordine non un potere, ma i magistrati inquirenti si sono differenziati operando di fatto come un Potere al disopra dello Stato (non al servizio) potendo servirsi della Polizia e ricorrere pretestuosamente “all’obbligatorietĂ dell’azione penale”.
In questa situazione dov’è la garanzia? Come non può essere lecito pensare che il Berlusconi sia un “perseguitato politico” dopo avere subito 580 perquisizioni della Finanza trovandosi poi alla fine assolto? Uno potrebbe dire “la Giustizia alla fine trionfa”. Ma il tempo sottratto all’azione di Governo sussiste, le spese a carico del popolo italiano sussistono. L’anomalia sussiste. Quanto dico, lo dico in generale, non per difendere Berlusconi, al quale anzi imputo una impostazione debole di riforma dell’Ordinamento giudiziario. Per quanto riguarda l’America (così rispondo in parte anche a William Casanova), ll fatto che Clinton non se la sia presa coi Giudici dipende dal fatto che quello è l’Ordinamento giuridico voluto dagli Americani. Forse che ci hanno raccontato fin dalle Elementari, su quante alcove è stata fatta l’UnitĂ d’Italia? E quanti Giudici le hanno visitate? Ad un certo momento bisogna essere seri. E le intercettazioni “Telefoniniche”? Basta, forse questo argomento lo toccherò un’altra volta. Saluti a tutti.
Alberto Busato
Molti, credo, sono sconfortati e oramai poco speranzosi che la legislatura possa caratterizzarsi per un confronto sulle cose vere, dal costo della vita alla perdita del potere d’acquisto, al quoziente familiare. Ci si ritrova a quindici anni fa, nello scontro fra magistratura e politica di tangentopoli. Berlusconi non riesce proprio a partire dai problemi degli altri nella sua azione di governo;che bisogno c’era di bloccare 100 mila processi, di inserire una norma incongrua nel decreto sicurezza, che sembra voler aggirare la firma del Presidente della Repubblica? Tanti pensano che l’accanimento giudiziario contro Berlusconi negli anni ci sia stato davvero, così come tanti vedono il conflitto d’interessi di Berlusconi. La proposta piĂą equilibrata a me pare essere quella di chi chiede che il potere giudiziario torni a essere neutro e a recuperare una terzietĂ perduta da tempo, ma Berlusconi proponga norme costituzionali, senza pretendere un’immunitĂ a vita e senza ledere gli interessi di tanti cittadini a favore di se stesso. Inoltre Berlusconi va anche incalzato sui fatti, gli va chiesto conto della cordata Alitalia che non si è ancora materializzata, dopo aver buttato 300 milioni di euro dei cittadini, dell’emergenza rifiuti a Napoli, di un’economia che non si rivitalizza e si allontana sempre piĂą dai partner europei. Visto che ha l’onore di governarci, ne porti anche l’onere.
Questo commento di Maria Grazia Bartolomei è ragionevole e condivisibile. E’ chiaro che gli ultimi interventi di Berlusconi (vedi lettera al Presidente del Senato Schifani, il cosiddetto “bloccaprocessi”) sono “espedienti”, “extemporaneitĂ ”, “escamotage”, non certo interventi organici sulle cause antiche del conflitto tra magistratura e politica. Tenevo presente questo, quando affermavo nel precedente intervento, che imputo a Berlusconi una “impostazione debole” del progetto di riforma della Magistratura. I punti di una riforma seria che eviti i conflitti e riporti la Magistratura al vero e unico suo scopo che è quello di “giudicare l’imputato in base alle leggi”, devono partire dai seguenti principi:
1) I Giudici giudicano. Sono terzi sempre.
2) L’indagine va tolta alla Magistratura (fine del GIP) come era una volta, e affidata agli Organi inquirenti, dotati di tutti i mezzi tecnologici, i quali si muovono di fronte a un reato evidente o denunciato.
3) La sorveglianza tecnologica (intercettazioni) va fatta in relazione alla necessitĂ dell’ordine pubblico e della decenza(mafie, terrorismo, progettazioni perverse…). Altri reati non vanno “ricercati col lanternino”, ma perseguiti su denuncia del danneggiato.
4) I Giudici non possono essere selezionati attraverso un semplice concorso (concorso al lauto stipendio), ma attraverso una Accademia di Studi che accerti anche la loro idoneitĂ fisica, mentale, e psicologica.
5) L’obbligatorietĂ dell’azione penale va rivista, nell’ambito della ridefinizione del Giudice come funzionario dello Stato e non “sopra lo Stato” (per la serietĂ del concetto di Stato, cui va attribuita una autoritĂ superiore). Dire di un Governante “non ha senso dello Stato” è una frase vuota se lo Stato (nei suoi organi) è teoricamente sottoposto all’iniziativa incontrollata di un Giudice. La precedente frase dovrebbe essere “non ha senso dell’autoritĂ del Giudice”. Questo in base alla Logica e alla Grammatica. Ma la confusione imperversa. E finchĂ© non si vedrĂ la luce in fondo al tunnel , gli escamotage la faranno da padrone, come unica “aspirina momentanea”. Le parole di Maria Grazia Bartolomei sono dolci, ma la patologia è grave!
Alberto Busato