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Riflessioni a margine della notte bianca cesenate

Il confronto e il dialogo continuano. Non possiamo, d’altronde, fermarci a stigmatizzare comportamenti negativi e poi lavarcene le mani. Non è nel nostro stile e neppure è questo il nostro compito. Desideriamo, invece, interrogarci sulle domande che i nostri giovani pongono a tutti noi e si pongono loro stessi.

Cosa si aspettano e cosa siamo in grado di proporre noi adulti? E anche come comunità cristiana, quali proposte siamo in grado di formulare? In questo Primo Piano ci siamo mossi in diverse direzioni con l’intento di favorire soluzioni condivise. Non si tratta solo di mettere in campo più controlli o un  più robusto servizio d’ordine. Si tratta invece, di essere in grado di valorizzare al massimo il bene più prezioso che ciascuno di noi stringe fra le mani, la vita, come dice con evidenza don Marcello Palazzi. Poi ci ha pensato Marina Corradi, la nota editorialista di Avvenire, a tracciare per noi alcune pennellate sui ragazzi del Duemila che spesso appaiono “orfani, figli di nessunoâ€.

(Fz)

2 risposte a “Condividere”

Commenti

  1. Maria Grazia Bartolomei 20 Giu 2008 / 17:20

    Dobbiamo essere grati al Papa, al Cardinal Bagnasco e ai Vescovi italiani per aver posto fortemente l’attenzione sull’emergenza educativa, richiamando tutti alla responsabilità, alla speranza e all’impegno. Una rinnovata opera educativa, come dice Benedetto XVI, “sarà tale se avrà il coraggio di non obliterare il costo degli ideali e se non rinuncerà alla prossimità che sa farsi compagnia”. “Il problema dei giovani sono gli adulti” afferma il Cardinal Bagnasco. “Se educare non è mai stato facile, oggi lo è ancor meno, perchè non pochi educatori dubitano della possibilità stessa di educare e dunque rinunciano in partenza al proprio compito.” La sfida è per tutti noi adulti a “formare persone solide, capaci di collaborare con gli altri e di dare un senso alla propria vita.” Ai giovani lo dobbiamo, è quello che loro si aspettano ed è quello che anche a noi serve, perchè i giovani sono il nostro futuro.

  2. Maria Grazia Bartolomei 25 Giu 2008 / 16:25

    Il recente libro di Franco Ricordi (regista, filosofo, attore teatrale con Luca Ronconi, Eduardo De Filippo, Gabriele Lavia e direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo dal 2003 al 2006), “Le mani sulla cultura. Il teatro politico e l’egemonia della sinistra nelle arti del XX secolo” (ed. Gremese) suggerisce una riflessione, che ben si adatta anche alle manifestazioni culturali proposte nell’ambito della notte bianca. La cultura dovrebbe essere sempre il luogo della libertà; non si dovrebbe tentare attraverso di essa un’egemonia, ma affermare sempre i valori della democrazia. Gramsci (che considerava la presa del potere culturale come premessa alla presa del potere politico) permettendo!!!

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