Il Vangelo visto da un laico
Il meraviglioso anacoluto
di Alberto Busato .Commento al Vangelo di domenica 22 giugno 2008.
Dal Vangelo secondo Matteo (10,26-33)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio, voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! PERCIO’ CHIUNQUE MI RICONOSCERA’ DAVANTI AGLI UOMINI, ANCH’IO LO RICONOSCERO’ DAVANTI AL PADRE MIO CHE E’ NEI CIELI; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli”.
Una nota presentatrice televisiva ha dato alla luce recentemente il primo figlio avendo già superato l’età dei 40. Era pervasa da una gioia raggiante davanti all’intervistatrice per la maternità raggiunta, forse in fondo all’anima una speranza lungamente coltivata nell’ansia. Ma il dono era lì sul suo seno. Nel linguaggio del gossip rivistaiolo e salottiero commentava: “certo, una eccezionale congiunzione astrale mi ha portato fortuna”. Naturalmente, era meglio dire “Grazie a Dio che ha ascoltato la voce della sua ancella”. Poteva andar bene anche un linguaggio più moderno che riconoscesse l’intervento della Provvidenza, che sa quanto più valiamo di molti passeri, e aleggia su di noi più concretamente di ipotetiche congiunzioni astrali. Ma non vogliamo togliere il sorriso ad una immagine dopotutto gioiosa, sapendo che Dio è Signore anche degli Astri.
Questo richiamo alla Provvidenza, che pure emerge dal brano evangelico, vuole fare intendere che le parole di Gesù racchiuse nel “meraviglioso anacoluto” evidenziato nel brano stesso, esprimono qualcosa di diverso dal concetto della Provvidenza. “Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, io lo riconoscerò davanti al Padre mio”, con quel cambiamento di soggetto repentino nell’evoluzione logica della frase (sintatticamente chiamato “anacoluto”), che come un fulmine di fuoco sembra unire l’Uomo al Cristo, venuto sulla Terra appunto per l’Uomo, è una sintesi non abbreviabile di tutta la Redenzione. Una Redenzione collegata ad una Persona. “Chi” – “Io”: “L’Uomo” – “il Cristo”, uniti dal lampo “anacolutico”, assimilati in una unità .
“Così, come il Padre mi ha mandato, io mando voi”. Il riconoscere il Cristo davanti agli uomini, ci investe del mandato di farci riconoscere cristiani da tutti gli uomini. Riassunto di ciò che dice Gesù nel brano evangelico prima di questa frase: Ciò che vi è stato detto all’orecchio, proclamatelo dai balconi. Ancora una volta sarà la parola a proclamare la verità , non la spada! E la verità è una Persona. C’è stato un gran dire sull’opportunità che Magdi Allam, nel farsi cristiano, proclamasse apertamente al mondo l’evento. Evidentemente, nel fare certi commenti di opportunità sarebbe auspicabile che qualche sedicente cristiano rileggesse le parole di Gesù, nel meraviglioso anacoluto.