“Torno in Africa, nella mia missione”
A colloquio con don Tarcisio De Giovanni, sacerdote in Mozambico
“Il 24 di questo mese torno in Mozambico. Là mi aspettano i lavori di costruzione della casa del pellegrino. Poche stanze per fornire ospitalità e un ricovero per il sottoscritto”. Così si esprime don Tarcisio De Giovanni, il sacerdote diocesano di 76 anni che da tempo sta portando avanti una missione in terra d’Africa.
A Mulevala, nella diocesi Gurue, nata da quella di Queliname in cui si trovano le missioni di Mocubela e Bajone, prime mete di don Tarcisio, il prete cesenate sta affrontando diverse sfide. La popolazione vive in una miseria quasi indescrivibile. Quasi tutti sono disoccupati e l’unico mezzo di sostentamento arriva dalla coltivazione delle arachidi che però viene pagata a prezzi stracciatissimi. La novità positiva è la frequenza della scuola da parte dei bambini che cercano di combattere in questo modo l’analfabetismo dilagante.
“Adesso ci aspetta la costruzione di due ponti in cemento – prosegue don De Giovanni – perché la piena dei fiumi seguita alla stagione delle piogge si è portata via quelli in legno. Se vogliamo andare avanti con l’ambizioso progetto di costruire un santuario in onore della Madonna ai piedi del monte Muhogole, dove si narra sia avvenuta l’apparizione di Maria il 18 dicembre 1987, occorre avere delle strade e dei ponti sicuri. Nel frattempo ci occupiamo della costruzione del santuario spirituale di queste persone”.
Il santuario, che sarà dedicato a Nostra Signora della Pace, resta di certo in cima ai pensieri di don Tarcisio. Poi c’è anche dell’altro, oltre alla residenza per i pellegrini. Occorre un presidio sanitario, visto che l’infermeria più vicina è a 350 chilometri di distanza e una casa per i tantissimi bambini orfani. Di certo non manca il lavoro e per questa immensa opera il sacerdote si è speso da sempre nel continente africano.
A Cesena conta su molti amici che lo sostengono, oltre che con la preghiera, anche con la raccolta di fondi. Un folto gruppo di signore si ingegna per organizzare eventi e aiutare in questo modo don Tarcisio, mentre nel monastero delle clarisse cappuccine di Cesena, guidato da suor Chiara, sorella di don Tarcisio, ci si attiva da anni per sostenere le opere del sacerdote cesenate.
“Pregate per me – ha detto don Tarcisio quando è passato in redazione – e se c’è qualche benefattore che desidera darci una mano, fatemelo sapere. Nel frattempo, torno in Africa per continuare l’opera avviata”.