Torte pro-missioni a Gambettola
VALLE RUBICONE - Il Gruppo MondialitĂ , fondato da padre Francesco Giuliani, e i missionari della Consolata di Gambettola organizzano sabato 19 aprile dopo la messa festiva delle 19 e domenica 20 aprile dopo la messa delle 9,30, presso lâIstituto Missioni Consolata in via Roma a Gambettola, una vendita di torte per una raccolta di fondi, per sostenere il progetto âLatte e zuccheroâ, promosso da padre Francesco Giuliani e dai missionari della Consolata del Gibuti.
Il prezzo della torta intera e di 10 euro, metĂ 7 euro. Il ricavato sarĂ portato nel mese di maggio, dopo la cena organizzata con le stesse finalitĂ di cui daremo comunicazione al momento, da due componenti del Gruppo MondialitĂ che raggiungeranno padre Francesco in Gibuti.
Per informazioni circa il grande lavoro misisonario svolto, accedere al sito www.animafrica.net.
Piero Spinosi
Ringrazio di cuore Piero Spinosi e la redazione del corriere cesenate per appoggiare con puntualita’ e amore le attivita’ che il gruppo Mondialita’ svolge a Gambettola, per sostenere le attivitĂ caritative che qui’ a Gibuti i Missionari della consolata promuovono.
Dopo alcuni mesi di vita qui’ nel deserto di Gibuti posso testimoniare le difficolta’ che i pastori nomadi etiopi ,qui’ emigrati, vivono con i loro greggi che non hanno piu’ nulla da mangiare (da quattro anni non piove) e i pochi cespugli che potrebbero brucare nel deserto sono tutti secchi.
Il caldo si fa’ sempre piu’ forte ed anche per noi missionari la vita non è facile.
La chiesa di Gibuti è ”povera” quanto il suo deserto, il Vescovo, un unico prete diocesano (messo in carcere, ed ora è bloccato a casa, non puo’ piu’ uscire prima del processo che non arriva mai) due missionari della consolata.
Vi sono cinque villaggi in tutto lo stato dove vi sono suore o volontari laici che collaborano negli ospedali o nelle scuole, e noi cerchiamo ogni settimana di celebrare la S.Messa con loro perchè altri cristiani non ci sono.
Comunque una Chiesa ricca di fede e di speranza che il Signore Risorto e vivo nell’Eucarestia e nella Carita’ porterĂ i frutti di salvezza e di pace che il Signore vuole instaurare nel mondo… ovunque anche in questo paese tutto Mussulmano.
Per ulteriori notize vi rimando al blog http://www.animafrica.net, troverete anche belle foto.
Grazie ancora dell’accoglienza e chiedo a tutti preghiere per questa Chiesa in cui mi trovo a testimoniare il Vangelo con la vita,
Grazie P.Francesco Giuliani Missionario della Consolata a Gibuti (Corno d’Africa)
Carissimo p. Francesco, grazie per la sua testimonianza. Lei sa bene che per parte nostra cerchiamo di fare tutto il possibile per darle una mano, ovviamente nel nostro piccolo del Corriere Cesenate. Siamo anche contenti di questa opportunitĂ che la tecnologia ci offre che ci permette di stare in contatto diretto anche se ci troviamo a migliaia di chilometri di distanza. Per la drammaticitĂ della situazione in cui si trova a operare, cerchiamo di seguirla come meglio possiamo, assicurandole un ricordo nelle nostre preghiere. Spero di vederla presto a Gambettola. Con tantissima stima.
Francesco Zanotti
Grazie carissimo Francesco,ti invio una breve testimonianza della mia vita qui’.
OBOCK, citta’ a nord di Gibuti tra mare deserto, e montagne dolomitiche, luoghi brulli e inospitali eppure ovunque si incontra la vita vera,fatta di attesa, nascite, relazioni, silenzi, morte.Cittaâ monastero, è stata definita da alcuni, perchĂŠ la vita del villaggio è scandita dal canto e la preghiera del muezzin cinque volte al giorno.Mattina e sera tutti, uomini e giovani, si recano alla moschea e pregano. Le donne, i bambini sulla soglia di casa ascoltano le preghiere che vengono diffuse dallâalto del minareto da grossi microfoni e vi assicuro che il volume è a manetta, anche alle quattro e mezzo del mattino. Allora anchâio dalla mia stanzetta, affittata da una famiglia che abita vicino, mi lavo e incomincio a pregare i salmi, che in questo periodo pasquale sono molto belli e pieni di speranza.
Proprio come dice molto bene P.Stefano, il mio sup. generale:
ââA salvarci e a dare senso al nostro servizio sono le scelte âfragiliâ che generano umiltĂ e facilitano un cammino fatto di sobrietĂ di vita, vicinanza ai poveri, ascolto della gente, scelta di restare lĂ dove nessuno vuole stare, vivere con gli ultimi ed esserne contenti. Eâ un cammino di speranza, fondata sulla certezza che âquanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come di aquila, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsiââ.
Ho vissuto tutto questo a Pasqua con tre suore indiane della Presentazione nei deserti di sabbia e di roccia nei dintorni di Obock allâincontro dei piuâ poveri di questo paese: gli Afar, pastori nomadi etiopi, senza alcuna identitĂ ufficiale, ma con tanta gioia di vivere e coraggio di sperare nel futuro se Dio vorrĂ darcelo.
Come avevo promesso ai mie amici sono andato a portare latte zucchero e coperte alle famiglie piuâ povere.
Accompagnato da due delle tre suore, la terza lavora allâospedale e quindi non è libera per la pastorale di brusse, siamo partiti un giorno presto, dopo la seconda preghiera del muezim, e ci siamo lanciaci per la pista del deserto convinti di raggiungere ben presto le capanne che si trovano in localita âHalmĂ .
Dopo unâora di viaggio, ormai non si scorge allâorizzonte che sabbia e sassi,la superiora delle SUORE che mi guida incomincia a dubitare della pista, e poi decide di ritornare indietro e prendere unâaltra pista piuâ corta.
Il rientro è facile perchĂŠ nella sabbia câè incisa la careggiata fresca delle gomme della Toyota su cui viaggiamo.Ma quel giorno le disavventure non erano ancora finite. Verso le dieci il sole è giaâ forte sul deserto vediamo in lontananza due motociclisti che arrivano verso di noi accompagnati da una nuvola di polvere.
Li fermiamo chiediamo indicazione per il punto dove pensavamo di andare, i loro strumenti elettronici ci indicavano tutta unâaltra pista. Quindi ci decidiamo di raggiungere la pista giusta, andiamo per ripartire, la sabbia troppo profonda non ci permette piĂš di andare, quattro grosse buche si formano sotto le nostre ruote e ormai il sassi della macchina tocca la sabbia quindi non ci resta che chiamare aiuto, maâŚâŚnon dimenticate che siamo nel deserto, e il mio tel. satellitare è a Gambettola nel cassetto..âŚ. una suora parte con il telefonino in mano alla ricerca della linea, perchĂŠ a Obock esiste il collegamento.
Inizia la lunga attesaâŚâŚ solo nel pomeriggio tardi una jeep è arrivata allâorizzonte, tutto bene quel che finicse bene, siamo rientrati a casa felici di aver trascorso una giornata nel silenzio del deserto. Il giorno dopo siamo ripartiti alla volta di Halma con il capo di quella zona e nel giro di tre ore abbiamo raggiunto le prime capanne e abbiamo incominciato a distribuire late zucchero coperte.
Alla prossima puntata, i viaggi sugli altopiani.
Testimonianza della mia vita qui’
Carissimi Amici di “Mondialita’”,
dal Sud Africa vi invio le mie congratulazioni per la meravigliosa iniziativa. Quanto vorrei pure io esprimere la mia solidarieta’ concreta e… comperare quasi un’infinita’ di torte perche’ il progetto venga realizzato e i fratelli bisognosi ricevano il frutto della nostra fede e amore.
Vi sono vicino con la simpatia ed una preghiera costruttiva.
Portate avanti con gioia il progetto.
Il Signore con la generosita’ dei Gambettolesi continuera’ a fare miracoli.
Benedizioni,
Aff.mo P. Tarcisio