La Cei a salvaguardia del creato: “Rifiuti, il rovescio del consumismo”

Il messaggio della 3° giornata per la salvaguardia del creato, “una nuova sobrietà, per abitare la terra” pone tra le urgenze di questo momento quella dei rifiuti, definita “Il rovescio del consumismo”.

I vescovi ci invitano a ricercare una sobrietà intelligente per contribuire a rendere meno gravoso il problema della gestione dei rifiuti, prodotti in quantità crescenti dalla nostra società. I rifiuti non adeguatamente gestiti divengono veleno per la Terra e per chi la abita.

Essi costituiscono una traccia praticamente ineliminabile dell’agire umano e la loro crescente quantità rivela un rapporto distorto con la Terra.

Chi abita in Italia ne produce ogni anno oltre mezza tonnellata. Sono perciò rilevanti e apprezzabili tutte le iniziative miranti a contenerne la produzione, quali la riduzione degli imballaggi o la realizzazione di prodotti facilmente riutilizzabili e riciclabili.

Oggi c’è soprattutto bisogno di progettare soluzioni efficaci sul lungo periodo per il loro smaltimento. In questa prospettiva, merita senz’altro un’attenzione privilegiata la raccolta differenziata, che riduce la quantità di materiali da smaltire, ricuperando nuove materie prime, e favorisce un consumo più consapevole, orientando a pratiche di sobrietà.

A Cesena è in corso un importante dibattito sul tema, proposto dal Miz (Movimento impatto zero) che ha posto all’attenzione degli organi istituzionali comunali la necessità di attivare il metodo di raccolta “porta a porta”, già attuato a Forlimpopoli con risultati rilevanti.

Una politica dei rifiuti non può essere efficace se gli stessi cittadini non divengono protagonisti della loro gestione attiva, favorendo il diffondersi di comportamenti corresponsabili in tutti i soggetti coinvolti. Le 2000 firme raccolte non possono pertanto essere considerate con superficialità.

Ci aspettiamo azioni convincenti da parte di chi può avviare nuovi processi in grado di far diventare la gestione delle risorse un’occasione di progresso orientata a un rapporto più rispettoso e armonioso con il creato.

William Casanova
vice-delegato Commissione diocesana “Gaudium et spes”

Una risposta a “La Cei a salvaguardia del creato: “Rifiuti, il rovescio del consumismo””

Commenti

  1. Alberto Busato 10 Mag 2008 / 10:17

    Definirei l’uomo, quando deve risolvere problemi, un “animale” pigro. Incomincia a muoversi quando ha l’acqua alla gola. Nonostante che il detto “prevenire è meglio che curare” abbia una certa diffusione.

    Eppure la “Prudenza” (con le sue figlie: la Prevenzione e la Lungimiranza) è una virtù cristiana. Anche sotto questo aspetto si può ossevare con disappunto, che potrebbe diventare disperazione, il decadimento morale del momento storico che stiamo attraversando. La “Speranza” però, che è un’altra virtù cristiana, ci soccorre, facendoci intendere che siamo in un periodo di transizione.

    Riguardo ai rifiuti, già si fa strada una filosofia corretta. Lo smaltimento ha due aspetti: La formazione dei rifiuti a “monte” e il riciclaggio a “valle”. Ciò che mi preme fare osservare è che queste due fasi dei rifiuti devono essere articolate su di una molteplicità di interventi. Per la limitazione della produzione occorre ritornare alla eliminazione di molte confezioni dei prodotti privilegiando la ventita sfusa mediante macchine distributrici. Nello stesso tempo, le confezioni residue devono comportare materiali rigorosamente biodegradabili. Ma i materiali biodegradabili provengono da materia prima cerealicola, come i nuovi carburanti tipo biodiesel. Sarebbe un errore espandere le coltivazioni di cereali oltre certe misure, in quanto vi sarebbe una nefasta ricaduta sul prezzo della collaterale produzione alimentare. A questo riguardo, occorre equilibrio, lungimiranza!

    Per la seconda fase (lo smaltimento), i rifiuti sono per loro natura una fonte diversificata di materie prime di riciclaggio. Che possono produrre: nuovi manufatti in vetro e in metallo, nuova carta, blocchi solidi per costruzioni, terriccio fertile (per “compostaggio” tramite organismi vivi), calore ed energia elettrica (per termovalorizzazione), gas metano, alcol (da cascami agricoli), colline fertili forestabili (compostaggio esteso), trasformazioni chimiche in genere. Da questo scorcio si capisce come il trattamento dei rifiuti possa dar luogo a veri complessi industriali, creando lavoro col fine più virtuoso possibile: la “manutenzione” del Creato.

    Ma per far questo è necessaria una condizione indispensabile, quella stessa che serve per produrre l’idrogeno per autotrazione, l’altro “filone” della manutenzione del mondo, che elimina il petrolio: è necessaria la disponibilità di una enorme quantità di energia elettrica, quale si può ottenere SOLTANTO per via nucleare. Una via oggi, intrinsecamente sicura e priva di scorie radioattive con le centrali di IV Generazione.

    Io ritengo che “DIO” ci abbia data questa possibilità e che sia “BLASFEMO” opporsi al nucleare. Scusate questo finale intenso, ma vorrei farmi capire!!!

    Albero Busato

Lascia un commento

Attenzione, i commenti sono moderati.

I nuovi utenti devono aspettare l'approvazione del loro primo commento.

Se firmati con nome e cognome è possibile che i commenti inseriti vengano pubblicati anche nell'edizione cartacea del settimanale.

Archivio Documenti

Ultimi articoli

Ultimi interventi