Un calciatore con i piedi piantati per terra

SPORT Lorenzo Minotti è uno sportivo di solidi valori morali e un uomo che nella vita non ama apparire. Nato a Cesena nel 1967 da genitori edicolanti, ha vissuto l’infanzia e la giovinezza a San Giorgio dove ha cominciato la brillante carriera calcistica.

“Da bambino frequentavo la polisportiva del mio paese. – afferma -. Ai miei tempi c’era una cultura sportiva non solo finalizzata al pallone. Lo dimostra il fatto che a San Giorgio oltre che il calcio praticavo anche il judo e simpatizzavo per l’atletica”.

Minotti, seguito dallo zio paterno, a 8 anni lascia la polisportiva della piccola frazione: “Ho giocato nei pulcini del Cervia e poi nel settore giovanile del Cesena. A 18 anni sono arrivato in prima squadra, e anche se a quei tempi le mie presenze erano sporadiche, nel1987, con l’arrivo del mister Bruno Bolchi ho cominciato a giocare con costanza”.

Nello stesso anno, con l’acquisto dello slavo Davor Jozic, Minotti, che ha sempre rivestito il ruolo di libero, viene ceduto in prestito al Parma: “In Emilia ho trascorso 10 anni della mia carriera agonistica. Dopo Parma sono approdato per tre anni a Torino e nel 2001, mentre giocavo l’ultima partita di campionato con la maglia del Treviso, ho subito un grave infortunio che mi ha costretto ad appendere in modo definitivo gli scarpini al chiodo”.

Ma il contributo di Minotti al mondo del calcio non termina con l’abbandono dei campi da gioco. “Mentre ero in convalescenza Stefano Tanzi, l’allora presidente del Parma, mi chiese di entrare a fare parte della dirigenza come team manager, ruolo che ho ricoperto per 4 anni. Con il successivo crack della Parmalat e le conseguenti difficoltà della società, ho assunto ruoli più importanti fra i quali quello di responsabile della parte tecnica, funzione che ricopro da novembre 2007 per il Cesena calcio”.

Le soddisfazioni ottenute dal ’libero di San Giorgio’ vanno oltre gli obiettivi e i sogni di un calciatore: “Nel 1992, a seguito delle prime convocazioni per i mondiali del 1994 negli Stati Uniti, sono rientrato nella rosa dei 22 azzurri guidati dal ct Arrigo Sacchi. Purtroppo non sono mai sceso in campo, ma la soddisfazione è stata immensa e ho realizzato il sogno che avevo fin da bambino; quello di vestire la maglia della nazionale”.

Minotti, sposato con Debora, padre di Alex di 16 anni e Andrea di 8, è un genitore orgoglioso e si dedica ad interessi che esulano dal mondo del calcio. “Mio figlio Alex gioca come centrocampista negli allievi nazionali del Bologna e per il momento riesce a conciliare gli studi al liceo con gli impegni calcistici. Dalla scorsa estate faccio parte di una società che produce uno spumante fatto con il vitigno Pignoletto dei colli bolognesi e sono iscritto all’Endas per la podistica. Lo scorso marzo ho partecipato alla maratona di Roma e la cosa che più mi rammarica è che in questo momento, causa gli impegni di lavoro, non riesco ad allenarmi per potere gareggiare in altre competizioni”.

Giusy Riciputi
Pubblicato venerdì 22 febbraio 2008 alle 00:00

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