Oltre la crisi

di Piero Altieri

Di fronte alla preoccupante situazione in cui versa il Paese, i “giochi di potere” nel teatrino della politica, più che infastidire, irritano.

Cade, non cade il Governo, cosa farà il Quirinale, ma… sotto sotto cos’è più vantaggioso per la mia “parte” o per tutelare i miei interessi ’particulari’?

Non è in crisi soltanto la maggioranza che ha sostenuto il Governo, è il Paese che non si riconosce più nella classe politica che siede in Parlamento. Un’Italia sfilacciata nelle componenti che ne hanno intessuto lungo i secoli la sua forte identità, e questo è il risultato anche di una cultura politica che continua nei suoi propositi che mirano a stravolgerla nel profondo.

Le espressioni che hanno commentato l’invito che lo Studium Urbis aveva rivolto a papa Benedetto sono apparse una ben triste cartina di tornasole. Al di là delle doverose riflessioni che non possono mancare nella coscienza di ogni uomo (e la corale manifestazione di domenica scorsa lo ha testimoniato!), è urgente rimboccarsi le maniche, senza manicheismi o steccati di sorta, per aiutare il Paese ad avere fiducia nel proprio futuro.

Amaramente delusi da una cultura disancorata dalla Trascendenza, alziamo lo sguardo per sottometterci all’”autorità della verità”. Solo così saremo davvero liberi e, laicamente, alla ricerca del bene che dà fondamento e sviluppo alla costruzione della “grande casa”.

Quella “verità” che definisce la dignità della persona e che non tollera alcuna discriminazione, e nello stesso tempo si oppone ad ogni equiparazione richiesta dall’arbitrio che deresponsabilizza, con la determinazione che ne tutela la vita dal concepimento fino alla naturale conclusione dei suoi giorni. Quella ’verità’ che dice sì alla famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna e ne sostiene l’impegno educativo per far crescere nella vera libertà le future generazioni, aiutandole a capire che non sono nate sotto un cavolo!, ma sono state generate da una “tradizione” che i padri devono consegnare ai figli. Ed è per questo che la riporta al centro dell’azione politica.

Un riferimento che tutti ci richiama, lo abbiamo nei “Principi fondamentali” della Costituzione. Ma sarà dovere di ogni giorno impegnare la forza del logos, la ragione che ci definisce nel più intimo del nostro essere, una ragione che non si rassegna a ricercare soltanto più ricche energie o utensili che ci consentano di sbarcare il lunario quotidiano o di navigare negli spazi.

Ai credenti è poi richiesto di condividere, con umiltà e gioiosa fermezza, il dono di luce e di forza che viene dall’Alto.

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