Alimentaristi, un successo garantito
La vendita al piccolo dettaglio è ancora molto richiesta
Qual è la situazione del commercio a Cesena dove i piccoli negozi sono sempre più rari e la grande distribuzione è in affannosa ricerca di nuovi clienti?
“Il panorama del commercio – spiega Lanfranco Morganti, presidente onorario nazionale della Federazione italiana dettaglianti dell’alimentazione (Fida) e titolare della Morganti Antica Salumeria in via Fra’ Michelino a Cesena – è iniziato a cambiare circa 25 anni fa e ha comportato la progressiva e inesorabile chiusura di molti piccoli esercizi allora esistenti e l’apertura dei supermercati. La chiusura dei piccoli negozi è stata causata in parte dalla non scelta dei giovani di continuare questo tipo di mestiere e dall’altra in seguito all’aggregazione di molti dettaglianti con l’obiettivo creare superfici di vendita di medie e grandi dimensioni”.
“Credo però – prosegue Morganti – che la chiusura dei negozi sia in centro città sia in periferia abbia ormai toccato il suo punto minimo. Infatti le statistiche nazionali rilevano che dal 2002 il comparto del commercio al dettaglio ha visto ogni anno dai 300 ai 500 nuovi operatori. Visti i consumi del 2007 il dettaglio alimentare mantiene le sue posizioni mentre c’è una certa diminuzione per quanto riguarda tutto il comparto dell’abbigliamento. Prevedo che il futuro degli alimentaristi, se i giovani ci seguiranno, anche frequentando le scuole alberghiere, sarà certo. Per la media e grande distribuzione assisteremo a nuove e importanti concentrazioni con un’ansia crescente nel mantenere i fatturati acquisiti. Il consumatore medio italiano sarà inoltre sempre orientato, per una parte dei suoi acquisti, a frequentare esercizi specializzati. Il comparto ortofrutticolo continuerà a fare perno sul mercato ambulante, sia fisso sia mobile, non dimenticando che verranno avanti nuove forme di vendita diretta dall’agricoltore al consumatore”.
“I nostri negozi ubicati sia nei centri storici come in periferia – continua Morganti – necessitano di un’attenta politica di valorizzazione da parte dei comuni. Per i negozi del centro non è pensabile valorizzarli solo ‘come vetrine’ in occasione delle sagre cittadine, ma occorre favorire l’afflusso di gente durante tutto l’arco dell’anno. Un altro aspetto che fa prevedere la tenuta del commercio al dettaglio è il costo crescente che richiedono gli spostamenti in auto sia in termini di tempo, a causa degli ingorghi cittadini, sia di denaro, a causa della continua ascesa del costo dei carburanti. Questo farà , probabilmente, privilegiare sempre più il negozio sotto casa a discapito del grande ipermercato. La ripresa dei piccoli negozi si è vista in particolare nei luoghi turistici, nei centri storici, nella vendita dei prodotti pronti per il consumo, come le gastronomie, che hanno puntato sulla specializzazione dei loro prodotti”.
“Il futuro degli alimentari è messo in crisi non tanto dalla concorrenza dei gradi ipermercati – conclude -, ma piuttosto dalla propensione dei giovani a non volersi mettere in gioco in questo campo economico. Innanzitutto perché richiede la necessità di frequentare scuole che insegnano come gestire un negozio e secondo perché si ritiene che non possa dare, come qualsiasi altra impresa commerciale, grandi soddisfazioni sia in campo economico che professionale. I giovani che desiderano iniziare questa attività è bene che si rivolgano al nostro sindacato che si trova presso gli uffici provinciali della nostra confederazione, o comunque ci si può rivolgere a qualsiasi ufficio della Confcommercio e chiedere della Federazione italiana dettaglianti dell’alimentazioneâ€.
Dopo anni di totale supremazia degli ipermercati, assisteremo ad un ritorno del commercio al dettaglio?
Maurizio Cappellini