Bagni di folla per San Vicinio
Fino al primo dicembre le sue spoglie pellegrine nella diocesi
Tanta fede e devozione, condita da un pizzico di curiosità nei confronti di un santo che fino ad ora non si era mai spinto oltre i confini di Sarsina.
Al massimo in processione per le vie del centro plautino il giorno della sua festa, il 28 agosto, e l’abbraccio dei sarsinati all’interno della Basilica Concattedrale che si erge a cornice del suo sepolcro.
E i cesenati?
Come hanno accolto le reliquie del santo nel suo viaggio itinerante attraverso le zone pastorali della diocesi?
Era cominciata con una solenne cerimonia in Duomo a Cesena la sera del 20 ottobre, la Peregrinatio Vicinii.
Il tempo da lupi di quella sera non ha impedito ai tanti fedeli di stringersi in un abbraccio affettuoso attorno al sarcofago del protovescovo di Sarsina.
È stato il primo atto di un percorso che punta dritto al giubileo del 2008, “preparando – dice il vescovo Antonio - le comunità e i fedeli a vivere in cristiana attesa la pienezza dello straordinario avvenimento di grazia”.
Dopo l’insediamento in Duomo e una partenza un po’ in sordina durante la settimana di permanenza nel centro urbano, le spoglie di Vicinio hanno preso la via del mare con un’accoglienza tanto festosa quanto felicemente inaspettata, da Sant’Angelo di Gatteo (dove la numerosa folla presente si è preparata all’accoglienza davanti alla Casa di Riposo per partire poi in corteo verso la chiesa), alla parrocchia di Santa Maria Goretti a Cesenatico.
Qui, la vigilia della festa dei santi, la liturgia della Penitenza ha caratterizzato il momento di raccoglimento.
Una decina tra sacerdoti e religiosi hanno confessato i fedeli per tutta la durata della celebrazione, una testimonianza importante mentre fuori si paganeggiava con Halloween, “la sostanza della santità di Dio – dice don Gabriele Foschi - rispetto all’evanescenza delle ombre e delle tenebre”, come dire, questione di scelte.
E c’è anche chi, come a Sala, non è riuscito a trattenere la commozione accompagnando con un caloroso applauso la “dipartita” del Santo verso la zona Rubicone-Rigossa.
In generale in tutte le zone visitate tantissimi sono stati i fedeli che si sono raccolti in preghiera davanti alle reliquie, dimostrandosi devoti al santo “d’alta quota” alla stessa stregua della Madonna del Popolo, a evidenziare l’unità cristiana della Chiesa di Cesena-Sarsina che sotto la guida di queste figure è chiamata ad una fede più robusta e ad una speranza più autentica.
“Molte – racconta il delegato vescovile per la Concattedrale – sono state le persone che hanno ringraziato per questa presenza significativa perché li ha aiutati a riscoprire aspetti dimenticati della propria fede. Abbiamo rilevato inoltre una particolare cura nelle varie celebrazioni, condotte e partecipate con grande intensità spirituale, composte e dignitose e, cosa che ci ha fatto particolare piacere, con la presenza di famiglie con bambini al seguito. Anche la benedizione con il collare è stata vissuta non come un rito magico e superstizioso ma come un atto di fede verso colui che ci ha liberato dalla schiavitù del peccato e rinsaldato con vincoli di bontà e amore”.
Il calendario della Peregrinatio prevede il passaggio di consegne dalla parrocchia di San Paolo (zona Valle Savio-Dismano) a quella di Sant’Egidio (Cervese-Ravennate) a partire dalle 18 di sabato 17 novembre.
L’ultima tappa sarà l’Alta Valle del Savio con le spoglie del Santo che faranno il loro ingresso nella parrocchia di San Piero in Bagno il 23 novembre per poi far rientro definitivamente nella Cattedrale di Sarsina il primo dicembre.
Michela Mosconi