Un altro “centro” a Gambo

In Etiopia, Bruno Fusconi ha dato il via alla costruzione della chiesa

Concretezza, spirito di sacrificio e una grande fede nella Provvidenza. Ecco quali sono le ’stelle polari’ che Bruno Fusconi segue ogni volta che parte per l’Etiopia. Da gennaio fino a metà estate Fusconi, cesenate di 70 anni, è stato nella missione di Gambo per la sedicesima volta. Lì continua il lavoro che fu iniziato e sviluppato da padre Tarcisio Rossi di San Carlo, morto alcuni anni fa.

Grazie all’aiuto di tanti benefattori, nella missione stanno sorgendo opere che, per velocità e funzione sociale che rivestono, farebbero impallidire qualsiasi “città che cammina” italiana. Nel 2004 sono stati costruiti l’asilo e la casa dei missionari, nel 2006 sono sorti il salone polivalente e la casa delle suore. Infine, a maggio 2007, sono partiti i lavori per la costruzione della chiesa, in stile ortodosso e in grado di accogliere fino a 500 persone.

“Costerà 190mila euro – dice fiducioso Fusconi – e grazie all’aiuto di tanti singoli amici e di associazioni come il Rotary di Cesena, sono già stati versati 100mila euro. Sono certo che la Provvidenza, grazie alla generosità di tante persone, non ci farà mancare il resto della cifra”.

Sono circa quattromila i giovani che frequentano le scuole della missione. Terminate queste, i migliori e i più meritevoli sono aiutati a frequentare vari corsi triennali di specializzazione di arti e mestieri nelle città vicine o in Addis Abeba. “E se ciò è possibile – ha scritto Fusconi in una sua lettera inviata ai benefattori – è merito del vostro aiuto e delle vostre adozioni a distanza”.

I reparti dell’ospedale della missione, con la direzione di Padre Renzo e Fratel Francesco, sono stati rinnovati e l’ospedale si è arricchito di una nuova sala operatoria, di una nuova cucina, e di nuovi uffici.
“L’ospedale di Gambo - continua Fusconi che a Cesena è contitolare di un’azienda di ricambi e accessori per auto e moto – è il migliore nel raggio di 200 chilometri e la richiesta di ricovero è sempre in aumento. Tale livello di efficienza è merito dell’impegno con cui vengono ospitati i pazienti dal personale specializzato, grazie alla presenza delle Suore della Consolata: suor Aldina, suor Laura, suor Virgiliana e delle volontarie permanenti Gabriella, Rita, e Enza le quali, con cura e amore, non fanno mancare nulla al ricoverato”.

I costi sono alti, considerato che l’ospedale ha 200 posti letto, il reparto per i lebbrosi e un ambulatorio che assiste circa 300 persone al giorno.
“La missione è come una grande industria, dà lavoro a centinaia di persone, occupate in ospedale, scuole, ambulatorio, fattoria, promozione, assistenza e servizi vari. In pratica il paese vive con essa”. Anche l’assistenza è molto impegnativa e va a vantaggio delle famiglie bisognose, dei bambini, degli anziani, degli ammalati, degli studenti e dei tanti, troppi, lebbrosi che vengono emarginati e non sono in grado di lavorare.
Padre Tarcisio Rossi è morto, ma il suo lavoro continua – conclude Fusconi. A sostituirlo oggi ci sono due sacerdoti etiopi che con impegno e cura portano avanti la parrocchia, le varie Cappelle e scuole sparse nel vasto territorio e tante altre attività”.

 

Cristiano Riciputi
Pubblicato venerdì 28 settembre 2007 alle 08:01

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